Sampha – Process Recensione
Young Turks – 2017

Recensione: Sampha – Process

Sampha – Process.

Sampha – Process Recensione

Young Turks – 2017

Process è l’esordio per Sampha dopo diverse collaborazioni con altri artisti. Ed è anche un disco pressoché perfetto e maturo, ricco di anima e di suggestioni musicali disparate.

Process ci presenta Sampha come un artista intenso e già completo

Le collaborazioni di Sampha Sisay (il suo nome completo) non sono state cosa da poco. Drake, Solange, Kanye West tra gli altri. Non male per un giovane artista proveniente dal sud di Londra. Nel frattempo un paio di EP per tastare il terreno e adesso ecco Process per l’ottima Young Turks, che annovera alcuni dei migliori talenti inglesi a partire da The xx.

Dieci le canzoni che spaziano attraverso cadenze e suoni differenti. Tenute insieme dalla voce di Sampha: calda, soul, potente, non lontana dall’intensità emozionale di un James Blake. Le canzoni di Process sono state scritte negli ultimi due anni, mentre Sampha perdeva la madre: un tema dominante nel disco.

Le canzoni vincenti di Sampha aprono Process

Process comincia in modo perfetto. Plastic 100°C si apre con un sample della voce dell’astronauta Neil Armstrong, ha arrangiamenti delicati e allo stesso tempo intricati, fra hip-hop, elettronica minimalista e soul. Sampha canta delle sue insicurezze, del peso delle aspettative e dell’obiettivo da raggiungere:

“It’s so hot I’ve been melting down here / I’m made out of plastic out there”.

 

Si continua con il singolo Blood On Me, storia ansiogena raccontata con un piglio che rende bene l’idea. A partire dalla voce ansimante che apre la canzone. Process non potrebbe continuare meglio: Kora Sings è potente nei testi quanto intelligente negli arrangiamenti. Qualcosa che potrebbe andare bene nell’ultimo disco di St. Vincent.

Poi arriva (No One Knows Me) Like the Piano, intensa ballata (ovviamente) pianistica nella quale Sampha si rivolge alternativamente al piano, regalatogli quando aveva tre anni, e a sua madre:

“No one knows me like the piano in my mother’s home / You would show me I had something some people call a soul”.

Una splendida ballata che in un certo senso chiude questo attacco davvero maestoso.

Process convince nell’insieme e promuove Sampha come compositore di alto livello

Non che quanto segue non sia all’altezza. Il crescendo di Take Me Inside. L’immediatezza di Incomplete Kisses. La complessità di Timmy’s Prayer (alla scrittura della quale collabora Kanye West).

Dove altri artisti che si muovono in territori non dissimili, come FKA Twigs, a volte latitano sotto il profilo delle canzoni, con Process Sampha è in grado di presentare un disco intrigante sotto il profilo strumentale, ma che non dimentica la melodia e la struttura di cui un componimento ha bisogno. Per questo Process è un esordio come non ce ne sono molti e Sampha un artista già perfettamente formato.

Sampha – Process
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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