La classifica rap
a cura di Marina Montesano
Un anno solo parzialmente soddisfacente per il rap, che ormai sente il peso degli anni; non quanto il rock, magari, ma comunque non sono pochi nemmeno i suoi. Ci sono state punte di creatività che non deludono rispetto ormai a una carriera consolidata: è certamente il caso di Tyler, che torna a rappare, e anche molto bene. C’è l’Inghilterra con il secondo album di Slowthai e poi il rap sperimentale di JPEGMAFIA a completare il podio. Il pop-rap, ormai tendenza consolidata e spesso non felice, è rappresentata dall’esordio d’oro di Lil Nas X. Il rap più tradizionale di J.Cole offre un album non perfetto ma godibilissimo, mentre si saluta con piacere il ritorno di Kanye West a livelli non eccelsi ma buoni; il suo clone (ma solo per la voce) IDK fa comunque meglio di lui e mi pare terribilmente sottovalutato. Una sola donna, Little Simz, che ha riscosso tanti favori ma che mi era piaciuta più alla prova precedente, al pari dei Suicideboys. Un nome francese (la seconda scuola rap prima del Regno Unito almeno in ordine cronologico) non può mancare ed ecco il sempre bravo Orelsan.
- Tyler, the Creator – Call Me If You Get Lost
- Slowthai – TYRON
- JPEGMAFIA – LP!
- IDK – USEE4YOURSELF
- Lil Nas X – Montero
- J. Cole – The Off-Season
- Little Simz – Sometimes I Might Be Introvert
- Kanye West (Ye) – Donda
- Orelsan – Civilisation
- Suicideboys – Long Term Effects Of SUFFERING
