La classifica non-western music
Altra annata ricchissima per la musica proveniente dalle parti più disparate del mondo e non omologabile a una ben definita provenienza occidentale e in particolare anglofona. La diffusione e la conoscenza sempre più approfondita delle musiche del mondo ha stimolato incontri e connessioni fino a ieri impensabili, la tradizione viene ripensata e a volte reinventata attraverso contaminazioni tanto inedite quanto convincenti. Sta proprio qui, per chi scrive, la parte più eccitante e sorprendente della musica contemporanea, un flusso ormai continuo di idee e proposte che ormai ha reso obsoleto il concetto di world music. Un filo comune di molte delle uscite è il provenire da zone sconvolte da guerre e tensioni politico-sociali. Forse è anche questo a renderle così vibranti, vitali e coinvolgenti, e per tale motivo vorrei segnalare i Sanam, provenienti dal martoriato Libano.
La lista è tratta ovviamente dai miei ascolti che, come tutte le cose umane, sono limitati; impossibile star dietro a tutto quello che viene pubblicato. Noterete una presenza significativa di dischi della Glitterbeat, etichetta che sta sfornando a ritmo sempre più intenso prodotti di grande valore in cui la sperimentazione rappresenta una parte importante. Per il resto molte opere provengono o sono influenzate dalla musica mediorientale, ma non mancano dischi africani, con in cima la strepitosa chitarra di Mdou Moctar, orientali e latinoamericani.
(Ignazio Gulotta)
- Buzz Ayaz – Buzz Ayaz
- Mdou Moctar – Funeral for Africa
- Sanam – Aykhathani Malakon
- Baba Zula – Istanbul Soklakari
- Meridian Brothers – Mi Latinoamerica Sufre
- El Khat – Mute
- Aziza Brahim – Mawja
- Lair – Nigélar
- Saagara – 3
- Justin Adams & Mauro Durante – Sweet Release
