A scuola da John Vignola 37- Primo Maggio, su coraggio.

Nel corso del tempo il “concertone” del primo maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil è diventato poco più che un pretesto per ascoltare musica. Ancor di più lo è stato quest’anno in assenza del concerto parallelo di Taranto, saltato per lungaggini organizzative davvero deprecabili. In questo senso, i responsabili delle organizzazioni sindacali hanno fatto bene a commemorare le vittime della strage di Portella della Ginestra e a girare intorno a quel pezzo di storia piuttosto che alla musica.
Il concerto del 1 Maggio dice che l’Italia rock sta bene
In Piazza san Giovanni in Laterano la musica ha dato una dimostrazione lampante di quanto detto in altre occasioni. Il cosiddetto rock italiano sta piuttosto bene. Va in piazza, diverte, “spaventa” (nel senso buono) e si tramanda. Si tramanda perché, da Le Luci Della Centrale Elettrica (secondo alcuni non proprio intonatissimo) a Brunori Sas fino al famigerato Lo Stato Sociale e alle pillole di Motta e di Giovanni Truppi, la musica italiana ha dimostrato una cosa che non possedeva da parecchio tempo, la varietà.
E’ una varietà che, appunto, non ha paura di stonare, di risultare “antipatica” a certi critici, di trovare una giusta collocazione tra l’attitudine rock, il sempiterno richiamo del cantautorato e la voglia di essere liberi, felici e anche un po’ casinari.
Una linea di continuità da Edoardo Bennato ai più giovani
Dunque, la festa del 1 maggio, al di là degli ospiti stranieri (passati quasi senza colpo ferire), ha raccolto questo momento di grazia musicale in Italia e lo ha divulgato in maniera perentoria. Non è un caso che un grande guastatore come Edoardo Bennato si sia trovato completamente a suo agio in mezzo a tutti gli altri, lui che con canzoni come Meno Male Che Adesso Non C’è Nerone o A Cosa Serve La Guerra è sembrato il maestro che ricorda a tutti gli altri perché ora sono lì e fanno quel tipo di canzoni.
Dopo la festa, si sa, proprio per dirla alla Bennato, “restano sparsi disordinatamente i vuoti a perdere mentale abbandonati dalla gente”, ma anche un senso di pienezza per via di qualche canzone che abbiamo sentito e che rimane. E va molto bene così.
