Dick Parry

Dick Parry: l’uomo del secondo lato della faccia scura della Luna.

Nella storia dei Pink Floyd sono stati diversi i personaggi, anche nel periodo dell’iconica formazione classica con Nick Mason (batteria), Roger Waters (basso), Richard Wright (tastiere) e David Gilmour (chitarra), senza i quali la loro arte non si sarebbe evoluta così come la conosciamo. Che cosa sarebbe stata The Great Gig in the Sky senza l’immensa improvvisazione vocale della cantante Clare Torry? E cosa sarebbe stato l’intero The Dark Side of the Moon senza il sax graffiante, essenziale ed evocativo di Dick Parry, l’uomo che tortura la mente dell’ascoltatore in Money e la culla in Us and Them?

Nato a Kentford, nel Suffolk, contea a nord-est di Londra, alla fine del 1942, Parry arriva ai Pink Floyd proprio durante le sessions di Dark Side nel 1973. Da qualche tempo s’era fatto notare come turnista affidabile e solido dopo aver conosciuto Gilmour a diciassette anni e aver suonato con lui a Cambridge qualche anno dopo in un gruppo chiamato Joker’s Wild. Il chitarrista, mentre va avanti la registrazione del disco, si accorge che serve un suono più sporco e immediato. Convince allora gli altri tre a reclutare Parry che li ripaga della fiducia con il solo graffiante di Money ottenuto con la tecnica del growl, cioè cantando nella gola mentre suona nello strumento.

L’ingresso del sax nel blues guidato dal basso in 7/4 spezza l’atmosfera con un’andatura aggressiva, travolgente, in stile jazz-rock. Quel suono diventa un marchio di fabbrica non solo dell’album, ma dell’intera carriera dei Pink Floyd.

Una musica solenne fa brillare il diamante pazzo

Parry è un musicista versatile e lo dimostra subito dopo nell’ipnotica e intima Us and Them, della quale il suono del suo sax diviene il cuore emotivo. Tanto è feroce in Money, tanto è avvolgente in Us and Them. Sembra quasi trasportare i versi di Waters sull’inutilità dei conflitti e delle guerre e sulla necessità della cura fra gli esseri umani in una dimensione pacifica di universale accettazione. Un profondissimo effetto eco applicato in studio da Alan Parsons, tecnico del suono in Dark Side, fa fluttuare il sax nello spazio fondendolo con i sintetizzatori VCS 3 di Wright. Influenzato dal jazz modale di Miles Davis, Parry disegna un tappeto sonoro profondo e malinconico con il sax baritono, mentre con il sax tenore emette note sospese e struggenti che delineano una sacralità laica.

Ci ritornerà, Parry, a evocare sentimenti di così pura malinconia, ma con un doloroso senso solenne, due anni dopo nella coda, tecnicamente la quinta sezione, della prima parte di Shine On You, Crazy Diamond. È la composizione dove i Pink Floyd sublimano il dispiacere e il senso di colpa per l’annegamento nella follia del genio di Syd Barrett. Parry si fa carico dell’elogio funebre per il diamante pazzo, da cui tutto di quella musica era cominciato, entrando con il sax baritono quando la chitarra di Gilmour e la tastiera di Wright declinano. Ascende poi in una formidabile progressione conclusa con il sax tenore che infine affonda, nel disco originale, nell’incipit di Welcome to the Machine.

Il senso ritrovato della storia

Negli anni Ottanta e Novanta, quando i Pink Floyd di Gilmour e senza Waters otterranno nei concerti un successo straordinario, alimentato però da nuove generazioni che non potevano accorgersi di stare assistendo all’esibizione della cover band di se stessi, Dick Parry, professionale e luminoso, sembrerà quasi concentrare nel suono del suo sax il senso perduto della storia del gruppo. Cosa che avviene anche in Wearing the Inside Out, la splendida composizione di Wright nell’ultimo disco, The Division Bell, 1994, con la formazione in trio abile e arruolata.

Non poteva mancare, Dick Parry, all’ultimo concerto dei veri Pink Floyd, il 2 luglio 2005 a Londra su invito di Bob Geldof nell’ambito degli eventi del Live 8, organizzati in undici città del mondo per cancellare il debito dei Paesi poveri e promuovere il commercio equo. Dopo due minuti dall’inizio di Money è lì, al centro del palco tra Gilmour e Waters, con i suoi sessantadue anni di allora, l’immagine di energico e massiccio signore canuto che, naturale e trascinante, annulla la complessità tecnica asimmetrica del tempo in 7/4 e funge da ponte ritmico per il solo devastante del suo amico chitarrista.

Continuerà, Dick Parry, a dividere il palco con Gilmour anche l’anno dopo nei concerti del tour dell’album On An Island, al termine dei quali si ritirerà a vita privata cessando ogni attività discografica dopo il 2008, anno nel quale partecipa all’album Duchess di Deborah Bonham, sorella del compianto batterista dei Led Zeppelin. Schivo e riservato, Parry lascia una musica che gli sopravvivrà per moltissimi anni. Ogni volta che qualcuno, da qualche parte, ascolterà The Dark Side of the Moon, il suo sax graffiante, solenne e avvolgente, ritornerà in servizio.

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Pietro Andrea Annicelli è nato il giorno in cui Paul McCartney, a San Francisco, fece ascoltare Sergeant Pepper’s ai Jefferson Airplane. S’interessa di storia del pop e del rock, ascolta buona musica, gli piacciono le cose curiose.

Di Pietro Andrea Annicelli

Pietro Andrea Annicelli è nato il giorno in cui Paul McCartney, a San Francisco, fece ascoltare Sergeant Pepper’s ai Jefferson Airplane. S’interessa di storia del pop e del rock, ascolta buona musica, gli piacciono le cose curiose.

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