L’incredibile storia dell’irresistibile Claudine Longet.
Una dark lady risulta spontaneo immaginarla in un ambito musicale cupo e/o temibile, tipo death metal, new wave, goth. E poi in abiti discinto-eccitanti oppure all-leather. Quanto ai capelli: biondi da seduttrice fatale oppure corvini da stregonessa.
Ebbene, sappiate che l’inarrivbile dark lady dell’ultimo mezzo secolo di rock, pop e dintorni era – all’epoca dei fatti che andiamo a narrare – una “brunetta” (come si diceva una volta) con occhi da cerbiatta e abiti di sobria eleganza. In più faceva musica aggraziata cantando in francese o in inglese con delizioso accento gallico e tono sussurrato. Si chiamava (e tuttora si chiama) Claudine Longet. Il pezzo più noto del suo repertorio era la romantica Love Is Blue, interpretata da molti altri, anche se solo nel suo caso quel blu sarebbe diventato nero. Oppure grigio piombo. Ma basta con le anticipazioni visto che ci sono tante cose da raccontare, tutte con un tocco di mistero e poi di di tragedia. O, forse, di tragicommedia.
Scena 1 – Las Vegas, 1960
Claudine Georgette Longet ha 18 anni quando, come prima ballerina delle parigine Folies Bergére (pare strano data la giovane età, ma così dicono le fonti), si esibisce per una serie di spettacoli nella capitale del gioco d’azzardo. Un fatal giorno resta in panne con la sua auto sul ciglio di una strada e già qui è inevitabile immaginarla con la sua aria desolata e smarrita. Deliziosamente smarrita. Potrebbe fermarsi ad aiutarla un croupier, un giocatore incallito, un maniaco sessuale. No, si ferma Andy Williams. Il trentaduenne Williams è uno che sa farsi valere nel mondo dello spettacolo statunitense. Ha iniziato la sua carriera nel 1953 e da allora ha già piazzato diversi singoli nella Top Ten statunitense. Può contare su una voce carezzevole, seduttiva ed è un tipo perfetto per ammaliare le signore che lo seguono sul popolare show televisivo Tonight Starring Steve Allen. Per una volta cuore fa rima con motore e un anno dopo Andy Williams e Claudine Longet si sposano.
Sono una coppia di grande successo e portano in scena la loro vita familiare (nel corso degli anni arrivano anche tre figli) nel seguitissimo Andy Williams Show. Claudine trova inoltre il tempo di incidere eterei dischi tra soft-pop, chanson d’autore e tocchi di bossa nova e di apparire, anno 1968, nel film Hollywood Party di Blake Edwards dove è, ovviamente, molto seduttiva senza averne l’aria (famosa la scena in cui canta Nothing To Lose mentre alle sue spalle Peter Sellers cerca disperatamente il bagno). Si separerà da Williams nel 1970, ma i due resteranno in buoni rapporti, come si vedrà più avanti.
Scena 2 – Los Angeles, notte fra il 5 e il 6 giugno 1968
Hotel Ambassador. Vengono esplosi fatali colpi di pistola contro Robert Fitzgerald Kennedy, che ha appena vinto le primarie del Partito Democratico in uno stato decisivo come la California. La tragedia lascia attonito il mondo. Fra i primi ad accorrere sulla scena dell’omicidio ci sono proprio Claudine Longet e Andy Williams. Saranno anche in prima fila al funerale. E di sicuro, nel giorno che suggella la fine di tanti sogni e del mito kennediano parte 2, qualcuno trova comunque il tempo per notare quella brunetta un po’ diversa dal resto dei partecipanti e con quegli occhi così deliziosamente addolorati.
Scena 3 – Bear Valley, California, inverno 1972
Un’esibizione sciistica per celebrità dello sport e dello spettacolo. La stella è Vladimir Sabich, detto Spider, discesista di livello internazionale. Fa parte del neonato circuito “pro”, è molto ricco e può contare su un sex appeal biondo-alpestre dall’effetto valanga. Non sappiamo quali siano le qualità sciistiche di Claudine Longet. Possiamo giusto pensare a una goffa caduta della francesina, al bel campione che la aiuta a rialzarsi e viene contraccambiato da un tenero, grato, irresistibile sguardo. Fra i due si crea all’istante quella che i testimoni presenti all’evento definiscono una “fusione nucleare” in grado di sciogliere tutta la neve del circondario.
Nel 1975 Longet divorzia ufficialmente da Andy Williams e si porta a casa oltre due milioni di dollari. O meglio li porta, insieme ai tre figli, nella casa di Sabich nella località sciistica alla moda di Aspen, in Colorado.
Il trentunenne Sabich impiega poco tempo a trovare faticosa la situazione da ex scapolone impenitente ora alle prese con una famiglia e ragazzini nemmen suoi. E possiamo capirlo. Inoltre Claudine, di tre anni più anziana di lui, ha sempre più frequenti accessi di gelosia nei suoi confronti. Una sera gli impedisce di partecipare a una manifestazione intitolata Best Breast (una cosa tipo “il seno più pieno”). E qui possiamo capire lei. La relazione si deteriora, la separazione è sempre più probabile. D’altronde, come insegna Leonard Cohen, si può essere belli ma anche perdenti.
Scena 4 – Aspen, Colorado, 21 Marzo 1976
Spider Sabich torna a casa nel pomeriggio al termine di alcune discese di allenamento. Un paio d’ore dopo giace morto sul pavimento, vittima dei colpi di pistola sparatagli da Claudine Longet. Questi sono gli unici dati certi. Ciò che è successo nel frattempo resta avvolto nel mistero. Longet sostiene che il compagno le stava spiegando il funzionamento di una pistola (un’imitazione di una Luger della seconda guerra mondiale) da lei trovata in un cassetto. L’arma non avrebbe dovuto essere carica. Lei per gioco gliela punta contro e dice “bang, bang”. Sono le ultime parole che Sabich ascolta nella sua vita.
Ma qualcosa in questa versione non quadra. In particolare, in base alla posizione del cadavere, non si capisce come Sabich stesse fornendo i propri chiarimenti balistici a quasi due metri di distanza dall’interlocutrice e dandole parzialmente le spalle. Le analisi sul sangue della donna dimostreranno la presenza di cocaina nell’organismo e nel suo diario verranno trovate – pare – frasi piuttosto minacciose verso il farfallone delle nevi. In quel momento fatale gli occhi di Claudine forse non sono così dolci come sono sempre stati. Oppure, secondo gli innocentisti, si sgranano di fronte a quello che non avrebbero mai voluto vedere.
Scena 5 – Aspen, Colorado, estate 1976
Si celebra il processo per omicidio a carico di Claudine Longet. I sospetti sulla volontarietà del gesto sono forti, ma il lavoro degli inquirenti è stato degno di Gianni e Pinotto in versione ranger del Colorado. A causa dei loro errori procedurali non possono essere presentati come prova a carico i famosi e rancorosi diari. E nemmeno la pistola può essere esaminata. Sono semplicemente poliziotti inesperti abituati al massimo a furti di corna di alce ornamentali o sono pure loro caduti vittime dell’incantesimo dell’indifesa, contrita francesina dagli occhi che possono solo essere innocenti?
Alla fine Longet è dichiarata colpevole e condannata a 28 ann… oops, 28 giorni di carcere per “negligenza criminale”. Pena tra l’altro da scontare in date a sua scelta, così da potersi meglio occupare dei figli. Opta per i weekend, quando ai ragazzi provvede Andy Williams che ha sempre difeso a spada tratta l’ex moglie.
Dunque, più che una seducente dark lady, addirittura un’assassina con premeditazione la nostra Claudine Longet? Certezze non ve ne sono, anche se la risposta affermativa pare maggioritaria. Di sicuro alla sua tenera immagine nuoce il fatto che, espiata la severissima pena, se ne vada subito in vacanza con l’avvocato difensore Ronald D. Austin e poco dopo lo induca a divorziare dalla moglie e lo sposi. Da allora i due spariscono dal mondo, anche perché Longet è obbligata da un accordo extragiudiziale con la famiglia Sabich (che non ha preso bene la sentenza…) a tacere sulla tragica vicenda. Pare viva tuttora ad Aspen: una signora ormai ottuagenaria che solo i residenti più anziani riconoscono. “Certo però che quegli occhi non sono cambiati”, pare di sentirli dire.
Postilla – Nassau, Bahamas, 1980
I Rolling Stones stanno registrando il loro album Emotional Rescue, di cui farà parte il pezzo Claudine, ovviamente dedicato all’affaire Longet/Sabich. Il testo ironizza soprattutto sulla faccenda della prigionia nei weekend, ma suona vagamente colpevolista e si chiude con Mick Jagger che, rivolto a Keith Richards, biascica un geniale “E adesso Keith perché non abbassi quella pistola?”. All’ultimo momento la canzone viene esclusa dalla scaletta dell’album (apparirà comunque in un’edizione deluxe dell’album Some Girls). Una generica paura di possibili strascichi legali oppure il management degli Stones ha ricevuto una minacciosa missiva firmata dall’avvocato Austin-coniugato-Longet? Non lo sapremo mai, così come – soprattutto – resterà per sempre irrisolto il mistero dell’omicidio del povero Spider.
Conclusione
Insomma, adesso avrete capito perché una come Claudine Longet è, a ben vedere, più insidiosa di acclarate dark ladies del calibro di Diamanda Galàs o Nina Hagen o Zola Jesus. “Dio benedica il giorno in cui ti ho trovato” le canta Andy Williams in un celebre video. Ma era davvero “benedetto” il giorno in cui capitava di trovare Claudine?

