Da Lance Taylor ad Afrika Bambaataa.
Conosciuto con il nome d’arte Afrika Bambaataa, figura centrale nella nascita e nello sviluppo della cultura hip-hop, attivo come DJ, rapper e produttore musicale, Lance Taylor era nato nel Bronx nel 1957 ed è morto il 9 aprile 2026 per un tumore.
Il suo contributo si colloca soprattutto negli anni Ottanta, quando ha partecipato in modo decisivo alla definizione di nuovi linguaggi musicali e alla diffusione globale dell’hip-hop come movimento culturale.
Cresciuto nei Bronx River Projects in un contesto segnato da forti tensioni sociali, Afrika Bambaataa è stato influenzato sia dall’attivismo politico della sua famiglia, nonché dai gusti musicali della madre, sia da un ambiente urbano dominato dalle gang, con il loro ruolo ambivalente: da un lato esercitavano controllo territoriale e violenza, dall’altro partecipavano a forme di organizzazione comunitaria. Afrika Bambaataa faceva parte, con un ruolo eminente, dei Black Spades, una delle bande più rilevanti della città.
Il Bronx e l’Africa
Tuttavia, un viaggio in Africa e l’apprezzamento per la cultura zulu in opposizione a quella bianca trasformano il suo modo di vedere il mondo e lo spingono ad assumere il nome Afrika Bambaataa Aasim e a fondare la Bronx River Organization, primo passo verso una ristrutturazione simbolica e pratica della sua esperienza giovanile.
Nel contesto ancora fluido delle origini dell’hip-hop, Bambaataa comincia a organizzare feste e block parties nel South Bronx, attività che lo colloca tra i pionieri del movimento. In questo processo nasce la Universal Zulu Nation, un’organizzazione che riuniva DJ, rapper, breaker e artisti visivi, con l’obiettivo di trasformare l’energia della strada in espressione culturale.
Parallelamente, Afrika Bambaataa avvia una carriera musicale innovativa, dando vita a gruppi come i Jazzy 5 e soprattutto la Soulsonic Force, con cui ha realizzato alcune delle registrazioni più influenti del periodo.
La rivoluzione hip-hop
Il momento cruciale arriva nel 1982 con la pubblicazione di Planet Rock, un brano che integra elementi di funk, hip-hop ed elettronica, utilizzando drum machine e sintetizzatori. Bambaataa attinge in modo esplicito alla musica elettronica europea. L’uso di campionamenti da gruppi come i Kraftwerk e l’impiego della Roland TR-808 contribuiscono a creare un nuovo suono, che ha dato origine all’electro-funk. Il brano riscuote grande successo e fissa un modello destinato a influenzare profondamente la musica dance e hip-hop degli anni successivi.
Afrika Bambaataa è stato anche tra i primi a comprendere il potenziale della tecnologia nella produzione musicale. Ha abbandonato progressivamente l’uso di band dal vivo per concentrarsi su strumenti elettronici e sistemi di campionamento, anticipando pratiche che sarebbero diventate standard. Inoltre, ha contribuito alla definizione del DJing come pratica artistica autonoma, sviluppando tecniche legate al breakbeat e al turntablism.
Sul piano culturale, il suo ruolo è stato altrettanto significativo. Attraverso la Universal Zulu Nation ha promosso valori come pace, unità e divertimento, proponendo l’hip-hop come alternativa alla violenza urbana. Ha organizzato tour internazionali già nei primi anni Ottanta, contribuendo alla diffusione globale del movimento e influenzando artisti fuori dagli Stati Uniti. La sua attività si è estesa anche ad ambiti politici e sociali, come dimostra la partecipazione a iniziative contro la violenza e l’apartheid.
Nel corso degli anni Ottanta e Novanta ha collaborato con numerosi artisti e produttori, sperimentando diversi linguaggi musicali e contribuendo a progetti collettivi. Ha continuato a essere una figura riconosciuta anche nelle decadi successive, partecipando a collaborazioni, remix e iniziative accademiche, tra cui un incarico presso la Cornell University, dove sono stati conservati i suoi archivi.
Gli ultimi anni
Tuttavia, l’inizio del nuovo millennio ha cambiato la fortuna dell’artista. A partire dal 2016, la sua figura pubblica è stata compromessa da una serie di accuse di abusi sessuali su minori, risalenti soprattutto agli anni Settanta e Ottanta. Diversi individui hanno denunciato comportamenti abusivi e l’organizzazione da lui fondata ha preso le distanze, portando alle sue dimissioni dalla guida della Zulu Nation. Va tuttavia detto che, nonostante le accuse siano state ampiamente discusse e oggetto di inchieste giornalistiche, non si è giunti a procedimenti penali; vi è stata però una causa civile relativa a uno di questi casi, che ne ha riconosciuto la responsabilità.
In un’epoca come la nostra, queste vicende hanno inciso profondamente sulla sua eredità, e lo si sta vedendo anche nei ricordi dell’artista che circolano da ieri. Oltre ai problemi di immagine, c’è anche la sostanziale distanza dell’hip-hop contemporaneo dalle esperienze avanguardistiche di quegli anni seminali. Nella scena contemporanea, almeno fra gli artisti di maggiore visibilità, forse soltanto Tyler, the Creator mantiene, e a tratti, legami con quella scena. Diciamo che con il funerale di Afrika Bambaataa si celebra anche quello di una stagione ormai purtroppo lontana.
