Paul McCartney, Man On The Run

Un uomo che sfugge alle definizioni: Paul McCartney, Man On The Run.

Se dovessi descrivere l’impressione che mi ha sempre dato Paul McCartney, direi quella del secchione della classe: seduto fra i primi banchi, adorato dai professori per preparazione e attenzione. Eppure anche quello che, per stemperare l’antipatia dei compagni, passa i compiti o invita a ripassare a casa, con tè e biscotti in perfetto stile inglese. C’è voluto un recente documentario per darmene un’idea ben diversa.

Il film di Morgan Neville

Del celebre musicista sono stati pochi i documenti capaci di indagare davvero il suo rapporto con la rottura dei Beatles, o di restituire la sua caparbietà nel rimettersi in gioco formando una nuova band, i Wings. A questa lacuna prova a rispondere Man On The Run, diretto da Morgan Neville (premio Oscar per 20 Feet From Stardom), presentato al Telluride Film Festival 2025 e disponibile in streaming su Amazon Prime.

Il film propone filmati inediti e materiali domestici di McCartney, mantenendo un ritmo vivace senza perdere coesione narrativa. Si parte dallo scioglimento dei Beatles, si passa per l’arresto in Giappone nel gennaio 1980 per detenzione di marijuana, e si arriva fino alla tragica vicenda dell’omicidio di John Lennon.

Il punto di forza del documentario non è la classica sequenza di interviste frontali, ma un uso efficace delle voci fuori campo. Si ascoltano così le testimonianze di Sean Ono Lennon, delle figlie Mary e Stella, dei membri dei Wings, del produttore Chris Thomas, e ancora di Chrissie Hynde, Mick Jagger e Nick Lowe. Centrale è il rapporto con John Lennon: gli screzi, le frecciatine nelle prime canzoni soliste, poi la ritrovata intesa e l’ultimo incontro. Il 24 aprile 1976, come ricorda McCartney, John e Paul erano insieme a Yoko Ono e Linda McCartney a New York, davanti alla televisione, mentre guardavano il Saturday Night Live. Il produttore Lorne Michaels offriva 3.000 dollari per una reunion dei Beatles nello show. Per un momento pensarono di presentarsi davvero, ma alla fine rinunciarono.

Decifrare Paul McCartney

Al di là di tutto, Paul McCartney resta una figura insieme gigantesca e contraddittoria: un artista instancabile, poco incline ai compromessi, talvolta capace di scelte discutibili. Arriva a trasferirsi con la famiglia in un casolare isolato in Scozia, vivendo in modo quasi autarchico: tosatore di pecore, riparatore di tetti, autore di un disco domestico e volutamente grezzo come Ram. Coinvolge Linda nel progetto dei Wings, reclutando musicisti che restano però, di fatto, turnisti, nonostante il suo desiderio di costruire una vera band. I primi concerti nelle università inglesi fruttano pochi incassi, ma col tempo il progetto prende forma: arrivano album come Band On The Run e una tournée mondiale che anticipa la stagione dei grandi concerti negli stadi, fino all’inevitabile implosione e all’addio di Denny Laine.

Una band in fuga

Man On The Run è dunque un ritratto che mette in luce le vicende umane di Paul McCartney: crisi e rinascite, entusiasmi e cadute. Un artista che ha attraversato indenne momenti cruciali della storia della musica. Per chi volesse approfondire, si può leggere il volume Wings. Una band in fuga  (La Nave di Teseo), che aggiunge ulteriori dettagli sulla produzione artistica del gruppo.

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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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