A 56 anni dall’uscita Lola dei Kinks torna alla ribalta grazie (si fa per dire) a Moby. Una storia con tanti tipetti.

I tipetti

Moby è un musicista e dj che fu molto trendy nel primo decennio di questo secolo e che è tuttora piuttosto seguito anche se in modo meno generalista. Lo si conosce  anche come attivista vegano e animalista. Celebre è poi la sua vis polemica che, nel 2001, gli fece descrivere Eminem come “misogino, omofobo, razzista e antisemita”. Come a dire un Morrissey progressista (e così di tipetti ne abbiamo citati altri due).

Dave Davies è l’incisivo chitarrista in chiave quasi hard- rock dei Kinks, gruppo protagonista della scena rock dai primi anni ’60 al 1996. Lo si cita anche per il carattere volatile (“he fucked everything that moved and kicked everything that didn’t”) e per la perenne conflittualità con il fratello Ray, frontman e principale compositore delle canzoni del gruppo, fra cui il casus belli Lola.

La polemica innescata da Moby

Intervistato dal Guardian per la rubrica intitolata “Honest Playlist” Moby cita come “canzone che non riesco più ad ascoltare” proprio Lola dei Kinks:

“Lola dei Kinks l’ho sentita su una playlist di Spotify [forse era meglio non dirlo, nda], e ho pensato che il testo fosse rozzo e transfobico. Mi piacciono le loro prime cose, ma sono rimasto spiazzato da quanto le parole fossero così poco evolute” (1)

La replica di Dave Davies

Se non c’è stato finora commento da parte del vero diretto interessato, Ray Davies, chi non ha tardato a farsi sentire è stato Dave:

“Sono grandemente offeso che Moby accusi mio fratello di essere ‘poco evoluto’ o transfobico. Non lo è in alcun modo” (2)

Dopodiché menziona la  lettera inviata a lui e Ray da Jayne County, cantante e attrice transessuale, a proposito di Lola:
“Quando sentii la canzone fui sia emozionata sia stupita che i Kinks cantassero una canzone a proposito di una persona trans e mi  chiesi se qualcuno se ne fosse accorto! […] Lola sarà sempre una di quelle canzoni che per me hanno rotto il ghiaccio, per così dire! […] Con questa canzone i Kinks si sono autoproiettati nel mondo moderno. Il mondo reale! Un mondo pieno di ogni tipo di persona! Bisessuali, gay, trans, non un mondo pieno solo di normali etero. Lola ha abbattuto le porte della ristrettezza mentale e io sarò sempre grata ai Kinks per avermi dato quest’incredibile canzone con una storia così grandiosa. Essendo io stessa trans sarà sempre una canzone speciale per me.” (3)

Testo e breve storia di Lola

La incontrai in un club nella vecchia Soho
Dove bevi champagne che ha il gusto di coca cola
C-O-L-A, Cola
È venuta da me e mi ha chiesto di ballare
Le ho chiesto il nome e con una voce scura e profonda mi ha detto Lola
Ecco, io non sono un  tipo troppo fisico
Ma quando mi ha stretto forte mi ha quasi spaccato la  schiena
La mia Lola
La-la-la-la Lola
Ecco io non sono stupido ma non capivo
Perché lei camminasse come una donna e parlasse come un uomo
La mia Lola
La-la-la-la Lola
Abbiamo bevuto champagne e ballato tutta la notte
Sotto i candelabri elettrici
Mi ha preso e mi ha fatto sedere sulle sue ginocchia
E mi ha detto: “Ragazzino, vuoi venire a casa da me?”
Beh, io non sono un tipo troppo passionale
Ma quando l’ho guardata negli occhi mi sono quasi innamorato della mia Lola
La-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola
L’ho spinta via
Sono andato verso la porta
Sono caduto sul pavimento
Mi sono messo in ginocchio
L’ho guardata e lei mi ha guardato
È così che deve rimanere
Voglio rimanga sempre così per la mia Lola
La-la-la-la LolaLe ragazze saranno  ragazzi e i ragazzi saranno ragazze
È un mondo mischiato, pasticciato e confuso
Tranne che per Lola
La-la-la-la Lola
Ho lasciato casa una  settimana fa
E non avevo mai baciato una donna
Lola ha sorriso e mi ha preso per mano
Mi ha detto “Ragazzino, farò di te un uomo”
Beh, io non sono un tipo troppo mascolino
Ma so cosa sono e sono felice di essere un uomo
E così anche Lola
La-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola (4)
La canzone esce nel 1970 sia come parte dell’album Lola Versus Powerman and the Moneygoround sia come 45 giri. Le controversie entrano in scena subito, ma non per la presenza di un personaggio transessuale nel testo. La BBC impone infatti a Ray Davies di ricantare, per la programmazione radiofonica, la traccia vocale sostituendo “Coca-Cola” (a rischio di querela) con un più neutro “Cherry Cola”. Non esiste menzione di obiezioni di carattere morale e, in ogni caso, il singolo riporta i Kinks nei Top Ten britannici (addirittura in seconda posizione) quattro anni dopo Sunny Afternoon. Meno bene la prendono diverse radio americane di ispirazione conservatrice che non programmano il pezzo che comunque sale fino al nono posto delle classifiche.

Quanto all’ispirazione,  pare che lo spunto stia in una serata trascorsa in un club londinese in cui Ray Davies osserva, evidentemente prendendo appunti mentali, il manager del gruppo Robert Wace danzare e flirtare con una magnifica ragazza che poi si rivelerà non essere una ragazza. Secondo altre fonti il protagonista della vicenda è il batterista Mick Avory. Nella ‘finzione scenica’ il protagonista diviene un goffo  ragazzo di provincia alle prese con le prime esperienze in città, un tema caro a Ray Davies a prescindere dalla scabrosità della situazione specifica.

Considerazioni finali

Moby esprime la sua opinione in modo sentenzioso, convinto che il suo sia l’unico punto di vista possibile. Il termine “unevolved” è  davvero spiacevole, anche considerando che si sta parlando di uno dei grandi liricisti del rock, in grado di muoversi con modalità fra il poetico, il nostalgico e l’ironico. Nel caso di Lola riesce a essere tutte e tre le cose insieme. D’altra parte Rolling Stone  lo ha collocato al 27esimo posto in un poll del 2016 dedicato ai “100 Greatest Songwriters  of All Time”.

Sorprende invece la reazione di Dave Davies, sia perché prende le difese di un fratello con cui ha sempre avuto dei problemi,  sia per le modalità sobrie (“grandemente offeso” per lui  è cosa da nulla). Ma soprattutto per aver menzionato la lettera di Jayne County che davvero “taglia la testa al Moby”.

Ma poi spunta un altro tipetto

A questo punto la storia sarebbe finita, non fosse che, a proposito di transessualità, c’è una frase che continua a girare in testa e che è imbarazzante canticchiare: “She’s busy sucking on my ding-dong”.  Ma certo! È Sister Ray dei Velvet Underground, pubblicata nel 1968, ovvero due anni prima di Lola, e implacabile esempio di estremismo sonoro e testuale. Nel racconto scritto da Lou Reed (un altro tipetto mica da poco) il personaggio centrale è  una trans che spaccia eroina nel Lower East Side newyorkese, dunque una cugina temibile di Lola. Secondo il sito loureed.it “il nome del titolo conterrebbe anche un omaggio al leader dei Kinks, Ray Davies, ribattezzato con un soprannome femminile come riconoscimento della sua capacità di scrivere canzoni su personaggi al margine delle convenzioni sociali e sessuali”.

Chissà se la cosa è arrivata a Ray Davies. E, soprattutto, se è arrivata a Moby.

(1) Lola by the Kinks came up on a Spotify playlist, and I thought the lyrics were gross and transphobic. I like their early music, but I was really taken aback at how unevolved the lyrics are.

2) I am highly insulted that Moby would accuse my brother of being ‘unevolved’ or transphobic in any way.

(3) When I heard the song I was both thrilled and amazed that ‪the Kinks‬ would be singing a song about a trans person and wondered if anyone else had picked up on it! […  ]  Lola will always be one of those songs that for me, broke the ice, so to speak! […] With this song, The Kinks projected themselves into the modern world. The real world! A world full of all kinds of people! Bisexual, Gay, Trans, not just a world full of straight heterosexuals! Lola broke down the doors of narrow-mindedness and I will always be grateful and happy that The Kinks gave me this incredible song with such a great story! Being Trans myself, this will always be a very special song for me.

(4) I met her in a club down in old SohoWhere you drink champagne and it tastes just like coca colaC-O-L-A, Cola
She walked up to me and she asked me to danceI asked her her name and in a dark brown voice she said LolaL-O-L-A, LolaLa-la-la-la Lola
Well, I’m not the world’s most physical guyBut when she squeezed me tight she nearly broke my spineOh my LolaLa-la-la-la Lola
Well, I’m not dumb but I can’t understandWhy she walked like a woman but talked like a manOh my LolaLa-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola
Well, we drank champagne and danced all nightUnder electric candlelightShe picked me up and sat me on her kneeAnd said “Dear boy, won’t you come home with me?”
Well, I’m not the world’s most passionate guyBut when I looked in her eyes, well I almost fell for my LolaLa-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola
LolaLa-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola
I pushed her awayI walked to the doorI fell to the floorI got down on my kneesThen I looked at her and she at me
Well, that’s the way that I want it to stayAnd I always want it to be that way for my LolaLa-la-la-la Lola
Girls will be boys and boys will be girlsIt’s a mixed up, muddled up, shook up world, except for LolaLa-la-la-la Lola
Well, I left home just a week beforeAnd I’d never ever kissed a woman beforeBut Lola smiled and took me by the handAnd said “Dear boy, I’m gonna make you a man”
Well, I’m not the world’s most masculine manBut I know what I am and I’m glad I’m a manAnd so is LolaLa-la-la-la LolaLa-la-la-la Lola
Lola
print

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Di Antonio Vivaldi

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.