Phil Spector

Articolo: Phil Spector 1939-2021: conoscerlo non era amarlo

Un ricordo di Phil Spector, l’inventore del Wall Of Sound.

Phil Spector

 

To Know Him Is To Love Him: siamo nel 1959 e Phil Spector fa il suo spettacolare ingresso nel mondo pop arrivando dritto al primo posto nella classifica di Billboard  con questa canzone da lui composta e incisa come componente dei Teddy Bears. Una melodia struggente in perfetta sintonia con un testo ispirato all’iscrizione sulla pietra tombale del padre, morto suicida quando Phil aveva otto anni. Non passeranno molti anni e quel titolo sembrerà un bel presagio andato in malora. Conoscere Phil Spector non significava amarlo; molto spesso accadeva il contrario. A volte poteva essere proprio una pessima idea.

Gli anni d’oro di Phil Spector

Ma prima delle storie brutte, per alcuni anni Spector è un Re Mida con un marchio di fabbrica sonoro riconoscibile ed efficace.  È lui a creare il cosiddetto Wall of Sound, possente onda  ‘wagneriana’ (molti strumenti e camera dell’eco) che travolge le tranquille spiagge pop a gestione familiare di inizio anni ’60. Strano a dirsi, il piccolo newyorkese trasferito sin da bambino in California non canta e non incide a proprio nome. Si è inventato un ruolo, quello del pigmalione-burattinaio per gruppi sovente solo femminili come le Crystals e le Ronettes i cui pezzi scrive e arrangia (anche se il suo titolo forse più travolgente, You’ve Lost That Lovin’Feelin’  – n. 1  nel 1962 – lo affida a un duo maschile, i Righteous Brothers). Quell’approccio sonoro influenzerà molti giovani artisti dell’epoca, in particolare Brian Wilson dei Beach Boys, ma lo si ritroverà anche più tardi, ad esempio nello Springsteen roboante di Born To Run.

Phil Spector 3

La crisi e il ritiro dalle scene

L’ego di Spector si gonfia come un dirigibile, ma nel 1966 arriva il momento Hindenburg. Affida un pezzo che ritiene inarrivabile, River Deep-Mountain High, a Ike & Tina Turner. Il risultato è un desolante ottantottesimo posto in classifica. L’insuccesso è forse dovuto a un muro del suono che risulta stavolta quasi fangoso e poco in sintonia con la vocalità travolgente di Tina. O forse è proprio questo tipo di approccio a risultare ormai perdente rispetto ai nuovi e più grintosi suoni rock che si stanno affermando. Il nostro invece – malmostoso come ogni presuntuoso a cui gira male – decide che è tutta colpa dei poteri forti dell’industria musicale (invidiosa di lui) e annuncia il suo ritiro dalle scene. Tanto è ormai milionario.

 

A questo punto inizia la lunga discesa verso l’abisso. Dal punto di vista musicale Spector esce dalla sua reclusione solo di tanto in tanto e non è che riscuota grandi consensi. Il suo più noto disastro è  Let It Be, l’album peggiore dei Beatles, con i famigerati archi che rovinano The Long And Winding Road.  Anche il peggior album di Leonard Cohen, l’ipertrofico Death Of A Ladies’ Man,porta la sua firma produttiva. Meglio gli vanno le cose in Imagine di John Lennon o End Of The Century dei Ramones, ma solo perché si fa notare meno del solito.

Psicosi e tragedia

Difficile dire se Spector sia sempre stato persona fortemente problematica o se a un certo punto qualcosa di irreparabile sia successo. In ogni caso nel 1972 la seconda moglie Ronnie (ex frontwoman delle Ronettes) lo abbandona fuggendo di casa dopo avere rotto una porta a vetri. Alla polizia e alla stampa racconterà una vita di minacce e reclusione domestica forzata, in un’occasione anche dentro un armadio. Esperienze poco divertenti anche quelle vissute da Leonard Cohen durante le registrazioni di Death Of A Ladies’ Man: “Nel corso di una session, alle quattro del mattino, quando Cohen stava per iniziare a cantare, Spector arrivò dalla sala di controllo. Nella mano sinistra una bottiglia semivuota di Manischewitz, nella destra una pistola. Con fare cameratesco posò una mano sulla spalla di Leonard e poi gli premette la canna dell’arma contro il collo. ‘Leonard, ti amo’ disse inclinando il grilletto.  ‘Spero proprio di sì’ replicò Cohen”. (1)

La questione armi prende una piega tragica nel 2003, quando Spector viene accusato dell’omicidio dell’attrice e modella Lana Clarkson. Lui si difende parlando di “suicidio accidentale”, alle udienze del processo si presenta indossando parrucche clamorose, ma nel 2009 viene condannato a 19 anni di carcere. In quel periodo conosce e sposa la terza moglie, Rachelle Short, aspirante cantante di 40 anni più giovane di lui.

Phil Spector è morto il 16 gennaio 2021  in un ospedale californiano dove era stato trasferito dal carcere in cui stava scontando la pena. A causare il decesso sono state, secondo il referto medico, patologie correlate al Covid-19. Poche ore dopo l’ex moglie Ronnie ha rilasciato una dichiarazione in cui dice: “Era un produttore brillante, ma un marito disgustoso”.

(1) Sylvie Simmons, I’m Your Man – The Life of Leonard Cohen (Jonathan Cape, 2012, p. 289)

 

 

 

 

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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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