Achille Lauro - Sono Io Amleto
Rizzoli - 2019

Rock e letteratura: Achille Lauro – Sono Io Amleto

Oltre a far parlare dei suoi costumi a Sanremo, Achille Lauro ha scritto un libro: Sono Io Amleto.

Non sono molti i trapper che si cimentano nella stesura di un libro. Achille Lauro l’ha fatto. Vale allora la pena confrontarsi con il frutto del suo lavoro di pura scrittura, “Sono Io Amleto”.

Achille Lauro - Sono Io Amleto

Rizzoli – 2019

La droga, e i “pischelli” che girano intorno a quel mondo, la fanno da protagonisti. Ma si ha l’impressione che gli stupefacenti rappresentino solo una fase o un battesimo del fuoco attraverso cui l’autore ritiene di dover passare. Il punto di arrivo è un altro, non si capisce bene se l’Arte con la A maiuscola oppure successo soldi e fama. Achille Lauro infatti non nasconde, quasi si vanta delle sue brame da imprenditore. Allo stesso tempo esibisce un altro lato di sé, romantico e tenero, per quanto maledetto, come a dire che lui è variegato e sa essere profondo. E in tutte le sue manifestazioni alla fine risulta sfuggente. Non sai bene da che parte prenderlo, e fino a che punto credergli.

Achille Lauro e i troppi paragoni

Oltre che per i travestimenti, lui si distingue dalla mentalità machista del rap fin dalle influenze musicali tra cui spiccano “Gli Angeli” di Vasco Rossi, qualcosa di Renato Zero e l’utilizzo della lingua francese come a smorzare il predominio dell’inglese. C’è in effetti qualcosa di pasoliniano che lo rende particolare. E tuttavia – visto che stiamo facendo paragoni di alto livello – va detto che l’accostamento fatto di recente da molti media con David Bowie non regge per mille motivi. Se non altro perché Bowie forse si è drogato nella vita più di Achille Lauro, ma le sue canzoni non parlavano in continuazione di questo argomento, e sapevano essere solari.

Pregi e difetti di Achille Lauro – Sono Io Amleto

Il difetto maggiore di Lauro, sia nel libro che nel repertorio musicale, sta appunto nel tono tutto sommato lamentoso con cui propone la sua filosofia di vita che ruota intorno ai concetti di amore e morte, elogio della criminalità, narcisismo della vita di periferia e senso della comunità secondo regole proprie, alternative e pericolose: diventa difficile criticarne gli assunti senza cadere nel moralismo.

 

Nonostante le cadute di stile, ci sono però dei momenti in cui la sua scrittura prende il volo, in cui davvero avverti il superamento dei clichés di una realtà ridotta a sballo retate e manette, e la scena cambia. Momenti in cui la città si trasforma in una strana giungla metropolitana grazie a una fantasmagoria. Dove riesce a pensare “in grande” come i poeti del passato e si avverte una tensione spirituale potente e quasi positiva. Achille Lauro sostiene di aver fede nel potere personale di cambiare le cose ed è abile nel fotografare gli stati d’animo che portano a questa consapevolezza.

C’è spazio per la poesia

Nei momenti più riusciti diventa un filosofo tutt’altro che banale. A me è piaciuta la seguente poesia in prosa:

L’angelo scompare, la mia fantasia l’ha spinto lontano, voglio che veda che amare è mescolare i cuori e inghiottirli, che un bacio è sfiorarsi e mangiarsi. Quando torna è cambiato, ha cambiato il mondo il mio poeta, il bene non lo turba più. Le nostre voci empiree, ultraterrene. La morte è solo una crepa, un precipitare verso l’alto e fermarsi a mezz’aria, vero mon frere? Lo capisco dalla voce cosa prova. “Stai viaggiando mon frere?” gli chiedo. “Stai viaggiando mon frere?” mi risponde l’Eco.

Achille Lauro è un nome d’arte impegnativo per chi ha seguito le vicende internazionali legate all’Italia degli ultimi decenni, e ricorda il dirottamento del transatlantico “Achille Lauro” nel 1985 durante il governo Craxi. Ma non penso che al cantante Achille Lauro interessi la politica. Probabilmente se ne frega.

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Marco Zoppas

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Trevigiano di nascita e romano di adozione. Nel maggio 2016 ha pubblicato “Ballando con Mr D.” sulla figura di Bob Dylan, nel maggio 2018 “Da Omero al Rock”, e nel novembre 2019 “Twinology. Letteratura e rock nei misteri di Twin Peaks”.

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