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Il punk rock al cinema

Natale: la festa più filmica di tutte. C’è chi, ebbro di tortellini e cappone, rivede per la trentesima volta La vita è meravigliosa e ci sono i veterani del 25 pomeriggio al multisala, sempre più sparuti e stanchi, come i soldati giapponesi rimasti a difendere la loro grotta nel Pacifico. Tomtomrock ha deciso di occuparsi dell’argomento offrendo ai suoi lettori un elenco di cinepanettoni con una k in più. Tutti i film citati sono integralmente visibili in rete e perfetti per un bel pogo digestivo. Cercate solo di non abbattere l’albero di Natale.

American Hardcore

Se il punk rock è interessante, i suoi derivati sono una miniera d’oro. Dal movimento che doveva uccidere l’industria musicale sono nati più generi di quanto il punk stesso potesse sopportare e altrettanti sono i documentari che ne raccontano vita, morte e musica. American Hardcore è un ottimo e quasi didascalico racconto su come l’hardcore sia nato e si sia sparso per gli Stati Uniti, mutando natura a ogni città che incontrava. Instrument dei Fugazi è forse la migliore testimonianza di quello che venne subito dopo, del trionfo post-hardcore di una delle migliori band del pianeta, non solo del genere.

film punk immagine 2Dagli X ai Refused, passando per Social Distortion, e Fugazi

X: The Unheard Music prende quello spaccato sociale che era Los Angeles alla fine degli anni ’70 e lo descrive attraverso la storia di una delle sue band più importanti, gli X di John Doe ed Exene Cervenka. Una specie di preambolo a quello che sarà poi raccontato in American Hardcore.

Another State of Mind segue Social Distortion e Youth Brigade durante il loro primo tour internazionale, pieno di sfighe, contrattempi e occupazioni di case altrui, compreso il quartier generale della Dischord Records di Ian McKaye dei Fugazi. Infine, visto che abbiamo solo parlato d’America, ecco a voi Refused Are Fucking Dead, un documentario sulla migliore band svedese che non sia gli ABBA.

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Appassionato di musica, cinema e fotografia, ha costretto suo padre ad anni di Springsteenianismo acuto. Ora, quasi trentenne, pare essere guarito e ascolta il punk che avrebbe dovuto ascoltare a sedici anni.

Di Mattia Meirana

Appassionato di musica, cinema e fotografia, ha costretto suo padre ad anni di Springsteenianismo acuto. Ora, quasi trentenne, pare essere guarito e ascolta il punk che avrebbe dovuto ascoltare a sedici anni.

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