Le CocoRosie a Villa Bombrini, Genova, per il Lilith Festival.
Ammettiamolo. Per molti le CocoRosie sono quelle del meravigliosamente bizzarro primo album La Maison De Mon Rêve. Poi qualche passo discografico incerto ha fatto sì che Sierra e Bianca Casady venissero relegate al ruolo di personaggi interessanti/curiosi e nulla più (e c’è stato anche chi, come Pitchfork, si è prodotto in una sorta di stroncatura a puntate).
È un errore di cui occorrerebbe fare ammenda perché basta ascoltare i loro album per trovarvi sempre cose belle oppure basta ascoltarle dal vivo per capirne la genialità performativa. Quantomeno al secondo errore chi scrive ha infine posto rimedio grazie alla XIV edizione del meritorio Lilith Festival di Genova.
Accompagnate da un batterista e da un tastierista tanto essenziali quanto efficaci (ancorché tenuti abbastanti indietro sul palco), le ragazze Casady più che un concerto mettono in scena uno spettacolo teatrale-musicale dove ognuna delle due ha un ruolo ben preciso. Ad accomunarle gli occhiali scuri che indossano per quasi tutta la serata.

I “ruoli” delle due sorelle Coco e Rosie
Sierra è la fatina sorridente e un po’ psichedelica, ma anche improbabile pin up anni ’50, che si muove per tutto il palco e canta con una liricità soave, naturale e a volte divertita. Bianca ha un’aria più truce, si agita meno e propone una mise che ai più attempati evoca la Charlotte Rampling di Portiere di Notte. Rispetto alla sorella ha voce meno aggraziata ed è lei a occuparsi quasi sempre del rapping. Suoi anche gli interventi alle tastierine elettroniche e a un buffo carillon.
La prima parte del concerto lascia spazio a intensi momenti melodici come Give It To The Wind e soprattutto Least I Have You, commovente canzone autobiografica sulla sorellanza. Poi crescono, sempre ben gestite, le tensioni ritmiche come dimostrano l’incalzante Werewolf, Smokey Taboo che parte sinuosa per poi andare in crescendo e Pulling Daisies che gioca con la dance anni ’80.

Il bis è quasi un momento a sé stante in cui Bianca, insieme a una partner, si trasforma per qualche minuto in inquietante bambola meccanica. Il finale è affidato alla coinvolgente Villain con le sorelle che si abbracciano tra gli applausi del pubblico.
Le CocoRosie tra musica e spettacolo
Sì, è stato uno spettacolo quello delle CocoRosie e anche molto efficace, che non ha però mai lasciato indietro la parte musicale, come spesso accade quando viene dato molto spazio alla componente visiva. Diciamo che se qualcuno avesse passato la serata con le spalle rivolte al palco non sarebbe stato furbo ma avrebbe comunque ascoltato un gran concerto.

Le foto sono di Gabriella Paradisi
