Francesco De Gregori live

Il tour di Francesco De Gregori – Rimmel 2025 – riempie il Teatro Verdi di Firenze.

Fa sempre una bella impressione vedere il Teatro Verdi di Firenze stracolmo di persone, in impaziente attesa che il concerto inizi: questa prima data fiorentina del tour di celebrazione del cinquantesimo anno di Rimmel, storico terzo album di Francesco De Gregori (prima data perché a gennaio ce ne sarà un’altra, al Teatro Cartiere Carrara), ha visto i biglietti esauriti in poco tempo, e nonostante a un paio di chilometri dal teatro ci sia in contemporanea il concerto di Annalisa c’è anche un discreto numero di giovanissimi, che siedono sulle poltrone del teatro sedendosi vicino a chi, se li ha, ha i capelli bianchi.

50 anni di Rimmel

Insomma, Rimmel è un disco fra i più amati che siano mai stati pubblicati in Italia, c’è da festeggiarne il mezzo secolo e De Gregori e la sua band lo presentano per intero, senza però conservarne la scaletta originale ma promettendo arrangiamenti molto simili a quelli che siamo abituati a sentire sull’album. Una promessa che non viene mantenuta per Pezzi di Vetro, che viene eseguita in versione pianoforte e voce, con un vestito molto simile a quello di Pastiche (il disco di quasi due anni fa a doppo nome con Checco Zalone) e ai concerti che ne seguirono, diventando forse ancora più struggente ed emozionante. Il concerto, però, inizia con una delle canzoni del ‘disco della pecora’ del 1974, seguita da una delle traduzioni di Bob Dylan che componevano Amore e Furto, in versione più corta e con alcuni versi differenti dalla prima traduzione.

Ci sono anche diverse sorprese

Dopo l’altro gioiello Atlantide e dopo la riscoperta di Compagni di viaggio che era assente dalle scalette da diverso tempo, fa capolino una delle canzoni minori (aggettivo che per i degregoriani incalliti non esiste, comunque) dello sterminato songbook di Ciccio, Deriva: bellissima, intensa, che fa capire quale sia la terza faccia di questo tour oltre a quella di Rimmel e a quella dei grandi classici, ovvero l’inserimento in scaletta di brani meno conosciuti dai più, per continuare la filosofia dei concerti milanesi Nevergreen dai quali è stato anche tratto un bel film.

Arriva anche Nino, il protagonista della Leva Calcistica della Classe ‘68, nella quale De Gregori torna, anche se per un minuto appena, a suonare la chitarra acustica dopo parecchio tempo. Con le prime note di Piano Bar scroscia un applauso fragoroso e inizia l’esecuzione di Rimmel: brillano Le storie di ieri, introdotta da una lunga e suggestiva parte al contrabbasso di Guido Guglielminetti, e Piccola Mela, rarità quasi mai eseguita dal vivo e nella quale spiccano le doti vocali di Francesca La Colla: un dono prezioso per i fan di lunga data. Emozionante anche il ritorno sul palco di Pablo, assente in scaletta da anni.

Oltre Rimmel, ma Francesco De Gregori non dimentica i classici più attesi

Chiusa la parentesi Rimmel – con l’esclusione prevista di Buonanotte Fiorellino, riservata al bis – il concerto si apre al vastissimo repertorio del cantautore. Accanto agli immancabili classici, da La donna cannone a Sempre e per sempre, trovano spazio altri brani poco conosciuti come Il panorama di Betlemme, proposta in una toccante versione acustica con la fisarmonica di Primiano Di Biase e l’acustica di Giovenchi e il cajón di Simone Talone.

Il finale è una piccola festa: prima La Donna Cannone, poi Buonanotte Fiorellino, con il pubblico invitato a ballare un valzer sotto il palco. Un saluto affettuoso per una serata in cui De Gregori appare in grande forma, ispirato e sostenuto da una band che non è semplice accompagnamento ad un cantautore, ma parte viva del racconto musicale. Cinquant’anni dopo, Rimmel non mostra nemmeno un graffio, ed il resto del repertorio di De Gregori neanche. Continuiamo a godercelo anche per il prossimo mezzo secolo.

Grazie a bitconcerti e a Friends & Partners per l’ospitalità.

 

La scaletta del concerto:

1.  Cercando un altro Egitto
2. Via della povertà (Desolation Row)
3. Atlantide
4. Compagni di viaggio
5. Deriva
6. La leva calcistica della classe ’68
7. Piano bar
8. Quattro cani
9. Pezzi di vetro
10. Il signor Hood (a M., con autonomia)
11. Piccola mela
12. Le storie di ieri
13. Pablo
14. Rimmel
15. La valigia dell’attore
16. I matti
17. Il panorama di Betlemme
18. Alice
19. Generale
20. Bufalo Bill

Bis:

21. Sempre e per sempre
22. La donna cannone
23. Buonanotte fiorellino

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Di religione Zappiana, da piccolo ho contratto il virus della musica e quello della fotografia. Ho pensato di unirli per vedere cosa sarebbe venuto fuori.

Di Michele Faliani

Di religione Zappiana, da piccolo ho contratto il virus della musica e quello della fotografia. Ho pensato di unirli per vedere cosa sarebbe venuto fuori.

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