Lisa Hannigan @ Teatro Antoniano (Bologna, 23.o4.2017).

Il concerto di Lisa Hannigan all’Antoniano di Bologna (quello del Mago Zurlì, R.I.P.) inizia con precisione svizzera allo scoccare delle 21.30. Il volume è piuttosto basso, con la piacevole eccezione di un batterista che sembra non condividere tutta la delicatezza che lo circonda e batte forte con le bacchette un po’ dovunque. Sempre a modo, però.
Il concerto di Lisa Hannigan inizia con toni pacati
Le canzoni della prima metà del concerto, in gran parte provenienti da At Swim, presentano la sorpresa della splendida Prayer For The Dying buttata lì già al terzo brano. E’ un inizio sussurrato, delicato, fin troppo. Poi il concerto prende corpo: qualche racconto, occhiatine a pubblico e molti sorrisi. Dopo aver bonariamente fatto notare l’esagerata attenzione del pubblico verso il proprio smartphone, la musicista irlandese, divisa tra harmonium (a grandi manate sul mantice!) mandolino e ukulele, porta la serata, con più energia, verso l’epilogo.
L’ultimo brano è Knots, il singolo tratto da Passenger, il suo disco più facile. E’ passata solo un’ora e il bis arriva subito, senza grandi richieste od ovazioni, come se fosse programmato e pre-accettato dal pubblico. si tratta di un bis comunque generoso, di tre brani, due dei quali ‘a cappella’. Anaorish è la ‘versione’ di un poema di Seamus Heaney eseguito con il decisivo contributo delle Saint Sister (il duo femminile neo-celtico un po’ troppo blando che ha aperto il concerto in punta di voce). A seguire Fall, dove al trio si aggiungono le voci dell’intera band. Chiude la serata A Sail, ancora da Passenger, con la band al completo, poi un veloce saluto e subito parte la musichetta di fine concerto.
Lisa Hannigan: lo charme non manca, l’emozione un po’ sì
Sono le 22.45; l’ esibizione, come già si sapeva dalle date precedenti, è stata quindi molto breve. Ci si sarebbe aspettato qualcosa di più, considerando che ci sono le canzoni di tre dischi da proporre e una lunga serie di cover eseguite nel tempo. Qualche ora prima, comunque, Lisa Hannigan aveva improvvisato un piccolo set in un negozio di dischi. Un perfetto omaggio al Record Store Day, per la gioia dei fans e il rammarico di chi non l’ha saputo in tempo (ogni riferimento NON è casuale).
