Giovanardi@ Fausto Meirana

A Quiliano (SV), 6 agosto 2021, il concerto di Mauro Ermanno Giovanardi.

Concerto: Mauro Ermanno Giovanardi
@ Fausto Meirana

Ritrovare un amico dopo tanto tempo, così si può riassumere questa serata estiva. Un concerto di Mauro Ermanno Giovanardi non si poteva perdere, a costo di affrontare il traffico autostradale ligure. Il concerto si è tenuto a Quiliano (SV) e ha inaugurato un nuovo progetto a tre. Gli altri artisti coinvolti sono il chitarrista e cantautore Marco Cosma Vignera  Carusino e la violoncellista Rachele Rebaudengo.

I La Crus ancora centrali

Lo spettacolo è  incentrato su alcuni brani del repertorio dei La Crus, più qualche pezzo  solista di Giovanardi. In aggiunta  c’è una sostanziosa messe di cover di vario genere. A punteggiare lo spazio tra le canzoni il cantautore milanese ha recitato una manciata di sue poesie, brevi ed intense. L’emozione di sentire ancora le canzoni dei La Crus è forte: Nera Signora, Dentro Me, Come Una Volta sono riarrangiate per trio acustico e loop ritmici, ma non perdono una virgola del loro fascino.

Le molte cover interpretate in concerto da Mauro Ermanno Giovanardi

Le numerose versioni cominciano con una sorprendente Il Vecchio E Il Bambino di Guccini, un collega che Giovanardi ammette, con parole più colorite di queste, di non amare molto. Si  prosegue con brani importanti come  Pensiero Stupendo,  di  Patty Pravo  e il celeberrimo  Estate di Bruno Martino, fino ad estremi come Lieve, dei C.S.I. e Bang Bang, canzone  interpretata da Nancy Sinatra e Cher.

Giovanardi
@ Fausto Meirana

Tra i brani del repertorio solista non manca quello che tentò, con poca fortuna, l’avventura sanremese, ovvero la romantica Io Confesso. Gran finale, ovviamente, con Il Vino di Piero Ciampi, preceduto ancora da una curiosa versione:  Nights In White Satin, dei Moody Blues, nella traduzione meno conosciuta, quella   usata  da Dalida dal titolo Un Po’ D’Amore. Nel breve intervallo Carusino ha proposto due sue canzoni, sfoggiando una voce personale e una scrittura meritevole di futura attenzione. Decisivo, infine, l’apporto del violoncello di Rachele Rebaudengo, che non fa rimpiangere certi arrangiamenti orchestrali, specie nei brani dei La Crus.

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

Di Fausto Meirana

Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

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