Uno sfaccettato ricordo di Franco Battiato sulle rive del Mar Ligure.
Un buon tributo – l’austero titolo ufficiale è “la città di Recco omaggia Franco Battiato” – all’arte e alla persona; così si può riassumere l’intenso concerto (se concerto vogliamo chiamarlo…) che ha ricordato al pubblico di Recco (Genova) il poliedrico cantautore e musicista siciliano scomparso nel maggio del 2021.
Nel bel salotto sul nuovo lungomare la figura di Franco Battiato è stata presentata in molte delle sue sfaccettature: spiritualità, ironia, curiosità e innovazione. Sul palco, come presentatore e direttore musicale c’era un suo collaboratore di lungo corso, Angelo Privitera, al comando di un piccolo ensemble composto da Fabio Cinti alla voce e dagli archi del Nuovo Quartetto Italiano. Lo stesso Privitera accompagnava al pianoforte e tastiere oltre a gestire alcune basi pre-registrate. Sulle poltrone il discografico Michele Di Lernia, il sacerdote Guidalberto Bormolini, amico e consigliere spirituale di Battiato, e il cantautore Brunori Sas.

Fabio Cinti sorprende
Nonostante una certa prolissità degli interventi la serata è presto decollata, grazie anche a piccoli inserti video/audio dove la seriosità presunta di Battiato è stata molto ridimensionata, mentre le canzoni cantate da Fabio Cinti sono state una vera sorpresa. Anche nei brani più ostici (L’Ombra Della Luce, Un Oceano Di Silenzio) le versioni del giovane cantautore di Ceprano hanno toccato livelli altissimi.
Verso la fine a Brunori Sas è stata offerta la possibilità di eseguire una canzone; la scelta è caduta su Povera Patria, brano sempre attuale e premonitore. Nell’ampia selezione musicale hanno dominato i grandi successi, da I Treni Di Tozeur a L’Era Del Cinghiale Bianco, da La Cura a Centro Di Gravità Permanente, mentre tutta la fase elettronica degli inizi è stata solo accennata (piuttosto comprensibilmente) nel dibattito, sottolineando però la precoce frequentazione di Battiato con i primi sintetizzatori.
Il gran finale con tutto il pubblico in piedi per Voglio Vederti Danzare, è stata una degna chiosa di uno spettacolo virtuoso, con qualche angolino da limare, ma già ben strutturato e godibile anche da un pubblico estivo e magari meno avvezzo al genere.
