Paolo Fresu porta le sue Christmas Songs in tour.
Forse qualcuno storcerà il naso a vedere in un sito che ha la parola “rock” nel nome il racconto di un concerto “jazz”. D’altra parte a Paolo Fresu la definizione di “musicista jazz” – almeno nell’accezione comune della medesima – sta da tempo molto stretta. Davanti al pubblico di una sala tanto grande quanto gremita il musicista sardo ha presentato il suo progetto Christmas Songs mettendo subito in chiaro che chi si fosse aspettato rivisitazioni del solito repertorio natalizio dell’American Songbook – quello, per intendersi, che le varie Mariah Carey e soci ci ripresentano su disco inevitabilmente in questo periodo dell’anno – sarebbe rimasto deluso.
Paolo Fresu Christmas Songs a Empoli, Palasport delle Esposizioni, 17 dicembre 2025
Il concerto, protrattosi per circa un’ora e mezza, ha avuto come fulcro brani provenienti soprattutto da quella che potremmo chiamare “liturgia popolare” della sua Sardegna, molti dei quali dovuti alla penna del sacerdote e glottologo Pietro Casu – la figura del quale lo stesso Fresu ha rievocato con commosso affetto – e altri brani popolari della tradizione nordeuropea nonché un classico di Händel come Joy To The World.
Sul palco con Daniele Di Bonaventura e Leila Shirvani
Per questo progetto Fresu ha assemblato un gruppo apparentemente “strano” avvalendosi dell’apporto del bandoneon di Daniele Di Bonaventura e del violoncello di Leila Shirvani. Pur trattandosi di tre strumenti tutti con uno spiccato DNA “melodico” e con attitudini “solistiche” l’insieme funziona a meraviglia. Dopo i primi due brani tratti dal precedente repertorio di Fresu e Di Bonaventura, che collaborano ormai da anni – una cover di Oh Que Serà con un inserto finale da El Pueblo Unido Jamas Sera Vencido e una di Non Ti Scordar Di Me –, è apparsa sul palco Leila Shirvani e il concerto è ulteriormente decollato grazie all’interplay tra i tre musicisti, giocato su un’alternanza di assoli e duetti, con il bandoneon talvolta lasciato a tessere un tappeto sonoro in sottofondo, quasi a mo’ di particolarissima sezione ritmica. Fresu ha alternato tromba e flicorno, con prevalenza per la voce più “pastosa” di quest’ultimo e ha spesso interloquito col pubblico per presentare i singoli brani, non mancando di far notare la contraddizione tra l’atmosfera gioiosa del Natale e il dramma in cui versano attualmente le popolazioni sconvolte dalla guerra. Anche Leila Shirvani ha voluto dedicare alla “resistenza” delle donne iraniane Khooneye Ma, un brano della musicista persiana rifugiata in Canada Marjan Farsad.
Gli highlights della serata
Tra i brani, tutti bellissimi e superbamente arrangiati ed eseguiti, ci piace citare soprattutto quelli della tradizione sarda – Notte De Chelu e Naschild’est In Sa Capanna – e il nordico Till Bethlehem, dove il violoncello della Shirvani dà il meglio di se. Non è però mancato, sul finire del concerto, un “classicone” del repertorio natalizio come Adeste Fideles. Al termine due bis, che lo stesso Fresu ha scherzosamente sollecitato i presenti a richiedere – ma non ce n’era affatto bisogno – e poi i tre musicisti si sono concessi con grande affabilità all’abbraccio del pubblico firmando i cd appositamente incisi per questo progetto, che purtroppo contengono solo una parte dei brani presentati nel concerto. Ma non disperiamo che il successo riscontrato possa convincerli a realizzare magari un live del medesimo: ne varrebbe veramente la pena. Per finire un plauso ai “ragazzi” di Empoli Jazz, che riescono sempre tra mille difficoltà a proporre una programmazione di grande qualità.

































