Straborgo 2026 con The Zen Circus.
Venerdì 29 maggio a Borgo Cappuccini è stato uno spettacolo già prima che iniziasse la musica, con Piazza Mazzini letteralmente invasa per la prima serata di Straborgo 2026.
C’era quel classico clima da inizio estate che a Livorno sembra arrivare sempre in anticipo, tra mercatini, un mare di gente e quell’odore inconfondibile di salsedine misto all’asfalto caldo.
La condivisione con il pubblico
Appena The Zen Circus sono saliti sul palco, l’atmosfera si è tinta all’improvviso di un rosso acceso, quasi sangue, con Appino imperturbabile dietro i suoi occhiali scuri e un’intesa tra tutta la band palpabile fin dal primo accordo .
Sono partiti decisi coni pezzi più crudi dell’ultimo album. Poi le luci hanno iniziato a virare verso il blu, sfumando in un giallo ambra caldo che ha illuminato tutta la piazza come se si fosse aperta una finestra sul mare.
Da lì in poi la gente ha iniziato a spingere, a cantare a squarciagola fino ai più coraggiosi che hanno sfidato la gravità facendosi passare di mano in mano in quel disordine meraviglioso che si respira solo sotto al palco.
IL MALE (Carosello Records)
The Zen Circus con i loro ben venticinque anni di carriera e tredici album alle spalle, hanno un’energia travolgente, una forza che non si è spenta di un millimetro e che continua a calcare la scena.
Il Male Summer Tour 2026 porta in giro il loro ultimo disco e gira intorno a temi di un certo peso specifico come il dolore, la fragilità e il diritto di essere imperfetti.
Cantare e far cantare migliaia di persone su queste note non cancella il male, ma rompe il tabù di tenerlo per sé, di nasconderlo. Lo trasforma in un modo geniale, lo rende collettivo, condiviso e parte di un insieme. Quelle ore di venerdì sera a Straborgo ci hanno ricordato quanto sia incredibile e curativo il potere della condivisione.


























