Adrian-Crowley-CHEM212

 

Adrian-Crowley-CHEM212

 

Definire Adrian Crowley un Nick Cave più rassicurante o un Brendan Perry più avvicinabile è certo fargli un complimento (meno descriverlo come un Damien Rice che frequenta cattivi parrucchieri). Anche perché il musicista irlandese riesce ad assimilare referenti tanto forti – e pericolosi – in un insieme riconoscibile che suona notturno ma già virato verso l’alba, introverso ma alla fine consolatorio.

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Lo aiutano sia la ben impostata voce da ‘amico fidato per i momenti difficili’, sia arrangiamenti che quella voce sanno vestire in modo elegante e puntuale. A non convincere del tutto in Some Blue Morning (settimo album di Crowley) è il lavoro sulle melodie, ineceppibili nella struttura, sempre compostamente accorate e in alcuni casi piuttosto belle, ma alla lunga un po’ ferme e senza veri guizzi spaccacuore o tagli di luce visionari. Cose per cui ci vuole un talento speciale, giusto quello di Nick Cave o di Brendan Perry al tempo dei primi Dead Can Dance.

7/10

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=HQJ4rS8xDGA

Adrian Crowley – The Hungry Grass

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Di Antonio Vivaldi

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

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