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ADRIAN CROWLEY – SOME BLUE MORNING (Chemikal Underground – 2014)

 

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Definire Adrian Crowley un Nick Cave più rassicurante o un Brendan Perry più avvicinabile è certo fargli un complimento (meno descriverlo come un Damien Rice che frequenta cattivi parrucchieri). Anche perché il musicista irlandese riesce ad assimilare referenti tanto forti – e pericolosi – in un insieme riconoscibile che suona notturno ma già virato verso l’alba, introverso ma alla fine consolatorio.

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Lo aiutano sia la ben impostata voce da ‘amico fidato per i momenti difficili’, sia arrangiamenti che quella voce sanno vestire in modo elegante e puntuale. A non convincere del tutto in Some Blue Morning (settimo album di Crowley) è il lavoro sulle melodie, ineceppibili nella struttura, sempre compostamente accorate e in alcuni casi piuttosto belle, ma alla lunga un po’ ferme e senza veri guizzi spaccacuore o tagli di luce visionari. Cose per cui ci vuole un talento speciale, giusto quello di Nick Cave o di Brendan Perry al tempo dei primi Dead Can Dance.

7/10

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=HQJ4rS8xDGA

Adrian Crowley – The Hungry Grass

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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