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Cloud Nothings – Here And Nowhere Else (Wichita Recordings – 2014)

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Il difficile seguito di Attack on Memory: Cloud Nothings – Here And Nowhere Else.

Dare seguito a un album come Attack on Memory, uscito poco più di due anni fa, era difficile; era difficile mantenere la stessa urgenza punk senza cadere nelle solite banalità del già sentito in cui la maggior parte delle band di quella derivazione finisce; era difficile, anche, scrivere una manciata di pezzi altrettanto potenti e scuri, tra cui almeno quattro avrebbero dovuto essere dei pezzoni da consumare.  L’evoluzione creativa di Dylan Baldi, frontman della band nonché unico componente nei primi due dischi, e il suo movimento verso un punk sempre più schietto erano evidenti, e da un percorso che parte dal power-pop e finisce sui Germs è facile aspettarsi una sosta fin troppo comoda e lunga su una via di mezzo molto classica e meno originale. Proprio quello che, non del tutto purtroppo, è successo con Cloud Nothings – Here And Nowhere Else.

 

Il sound è sempre molto personale e gli otto pezzi vanno via veloci in poco più di mezz’ora nonostante alcune durate proibitive, ma la sperimentazione ne risente, quella ventata d’originalità e diverso di due anni fa (in un genere ormai schiavo delle solite formule anche quando funziona) ha lasciato spazio a un’adeguatezza musicale che convince e si fa ascoltare ma che, dopo tutto, sembra un disco un po’ posticcio degli Stiff Little Fingers con uno o forse due pezzi memorabili. È un disco che ho ascoltato diverse volte; l’ho ascoltato in treno, a casa, camminando, aspettando impaziente qualche ritardatario: tutte le volte mi ha fatto piacere, ma tutte le volte me lo sono anche dimenticato. Resta, comunque, una gran voglia di vederli dal vivo, nella consapevolezza che lì, almeno, ci si divertirà a dovere.

7/10

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Mattia Meirana

Written by

Appassionato di musica, cinema e fotografia, ha costretto suo padre ad anni di Springsteenianismo acuto. Ora, quasi trentenne, pare essere guarito e ascolta il punk che avrebbe dovuto ascoltare a sedici anni.

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