Mary In The Junkyard - Role Model HermitAMF Records

Un bel nome nuovo per l’alt-rock: Mary In The Junkyard

Per chi abbia nostalgia dell’indie rock fresco e pulito di gruppi come i primi Big Thief, diciamo  fino all’accoppiata U.F.O.F./ Two Hands,  in questo nuovo gruppo potrà trovare una specie di evoluzione e persino di consolazione. Il trio londinese Mary In The Junkyard si muove tra atmosfere simili al gruppo di Adrienne Lenker e Buck Meek: le voci femminili, le fini tessiture di chitarre, quel senso di malessere che aleggia nei testi e, nel cantato,  la consueta vena sussurrata e depressiva. Sarebbe però sbagliato generalizzare a priori; depurando la mente da tali suggestioni si nota che quest’opera prima, della  durata canonica del classico long playing, possiede un suo spessore. La band arriva a Role Model Hermit  dopo un EP, This Old House (2024), un improvviso busking tour negli States e la benedizione inaspettata di Marina Abramović, con cui i tre musicisti hanno avuto una breve convivenza: ‘’Sono i miei ragazzi’’ ha affermato l’artista concettuale serbo-statunitense nella veste inedita di patron.

In Role Model Hermit non mancano i momenti originali.

Come già accennato, la tracklist offre momenti personali e altri maggiormente derivativi; succede spesso nei primi dischi,  specie in ambito alt-rock. Il genere, oltre ad essere un facile rifugio lessicale per incasellare tutto ciò che non appartenga al mainstream, è parecchio sfuggente e insidioso. Il gruppo ne era al corrente e ha cercato  di condensare al meglio le influenze, per distillarle in questi undici brani, riuscendo nell’intento per buona parte del disco.

Role Model Hermit (AMF Records), insomma, convince quasi del tutto; per Clari Freeman-Taylor (voce, chitarra), Saya Barbaglia (basso, viola) e  David Addison (batteria e percussioni)  si apre adesso un percorso stimolante, dove le canzoni migliori, come la percussiva New Muscles, l’eterea Crash Landing e il folk-rock straziato di  Thou Shalt Sprout andranno presi come esempio per il futuro, sempre frugando nei rottami del rock, in compagnia di Mary… 

Mary In The Junkyard - Role Model Hermit
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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

Di Fausto Meirana

Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo.

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