Max Jury LP1 Album Cover

Max Jury: talento compositivo e buoni musicisti per un esordio interessante nel solco della tradizione americana.

Poco più che ventenne, proveniente da Des Moines, Iowa, Max Jury è un nuovo rappresentante della tradizione americana, ma senza troppa nostalgia e con i piedi ben piantati nel presente. Qualcuno deve aver riconosciuto in lui il talento per la scrittura e ha deciso di investire qualcosa per circondarlo di musicisti di statura (alcuni hanno suonato con D’Angelo), di produttori, di qualche aiuto per la scrittura, di studi sparsi fra USA e UK per la registrazione; un po’ come faceva l’industria musicale di una volta, quando ancora esisteva.

L’esordio di Max Jury non è un capolavoro, ma suona convincente

È un movimento di mezzi e persone che trova la sua giustificazione nell’esordio omonimo: non perché sia un capolavoro, ma in quanto contiene diversi momenti in cui la composizione è di alto livello, lasciando pensare che la buona stella di Jury non sarà una cometa. Il registro del disco è vario: l’iniziale Numb è costruita su bei cori gospel; scorrevole e piacevole, Beg & Crawl è il migliore fra i passaggi pop-rock che attraversano i quaranta minuti di Max Jury; Great American Novel, con arrangiamenti orchestrali, e soprattutto la bellissima Princess sono le canzoni più intimiste. Ella’s Moonshine è invece blues-country ipertradizionale.

Un disco di storie malinconiche

Quasi ovunque si raccontano storie malinconiche, cantate con una voce che magari non colpisce immediatamente come rimarchevole, ma che asseconda bene il tono delle composizioni. Sono scelte che, associate all’immagine del giovane Jury, sembrano proporlo come un cantore del quotidiano e della provincia; anche questo secondo una tradizione ben codificata. Ancora un passo oltre, un pizzico di personalità in più potrebbero trasformare Max Jury in una figura di rilievo; non lo è ancora, ma il suo esordio va nella giusta direzione.

7,5/10

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Di Marina Montesano

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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