Africa Express - Presents… BahidoràWorld Circuit Records

Il progetto Africa Express fa tappa in Messico.

È nato ormai due decenni fa il progetto Africa Express, messo in piedi da Damon Albarn  per creare una serie di occasioni in cui artisti del sud e del nord del mondo potessero collaborare insieme: se fino a ora il progetto ha guardato soprattuttok all’Africa, e in particolare al Sahel, questa volta le registrazioni sono avvenute in Messico in occasione di un festival nella città di Bahidorà e hanno coinvolto una cinquantina di musicisti provenienti da quattro continenti, con una ovvia preponderanza di artisti locali. Il disco esce per la World Circuit e ha dato vita a un  tour mondiale che è approdato anche a Roma l’8 luglio.

Ancora una volta Africa Express vuol dire eclettismo ed energia

Ovviamente l’eclettismo è caratteristico di operazioni come queste, ma a unire le ventuno tracce è la grande energia, l’atmosfera frenetica e contagiosa che vi si respira, che si tratti di salsa, reggaeton, cumbia, hip hop, funk, elettronica o kuduro.  Non mancano momenti più calmi, riflessivi come l’evocativa e intrisa di nostalgia Dorhan Oullhin degli Imarhan. Gran merito è anche averci fatto conoscere musicisti messicani di grande talento, fra i quali spicca Luisa Almaguer, cantante trans che nell’iniziale languida salsa Soledad duetta con l’impacciato spagnolo di Albarn, poi rappa nella rabbiosa Ofrenda de Sangre e trova il suo apice in una Hacemos Asì, la cui intensa drammaticità raggiunge vette che la accostano ad Antony.

L’hip hop è presente in moltissime tracce: si va dall’ugandese Otim Alpha, a suo agio fra elettronica e rap in Otim Hop con Bootie Brown, alla frenesia latin di Chucha, dall’inquieta e raffinata Invocations con Onipa  alle atmosfere estenuate e notturne di Frenemies con Bonobo; mentre sorprendono per freschezza e vitalità la rapper messicana Mare Advertencia con i Django Django in Raise a Glass, e il rapper messicano Eme Malafe a suo agio nella cumbia El Niño con i funambolici Los Pream, gli stessi che in El Diablo y la Bruja si scatenano in ritmi in grado di mescolare mariachi e fanfare balcaniche.

Due importanti presenze femminili

Non c’è spazio per ricordare tutte le canzoni e gli interpreti, ma vanno segnalate almeno due figure femminili. Fatoumata Diawara  porta il suo Mali e la sua formidabile voce in due tracce: Seya, in cui duetta con Onipa, e Kuduro dove si cimenta con ritmi latini insieme alla sudafricana Moonchild Sanelly. Quest’ultima in Tayhana si fa apprezzare in tutta la sua selvaggia carica funk alla BCUC. C’è poi spazio per il folle reggaeton di Alansito Vega in Mi Lado e per un’irriverente versione ska di Panic! degli Smiths con protagonisti fra gli altri il Mexican Institute of Sound, ma saranno le suggestioni afroblues di Adios Amigos con Baba Sissoko e la Almeguer in numerosa e felice compagnia a chiudere festosamente il doppio cd.

Damon Albarn, qui più Gorillaz che Blur, sta quasi sempre in disparte alle tastiere, addirittura quasi impalpabile la presenza di Joan As A Police Woman, al contrario della chitarra di Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs e del basso di Seye Adelekan presenti in quasi tutti i brani. D’altra parte lo spirito di operazioni come questa, destinate soprattutto ai live, non è tanto quello di far emergere i singoli quanto di creare l’atmosfera adatta a un collettivo che vuole celebrare divertendosi le diverse culture musicali e i diritti umani, sia pur espungendoli da ogni carattere conflittuale. Vedasi la polemica di Albarn con i Bob Vylan per la loro rabbiosa performance a Glastonbury.

Africa Express - Presents… Bahidorà
7,2 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

 

print

Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

Di Ignazio Gulotta

Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.