La terza raccolta di inediti di Alan Vega si intitola Insurrection.
Insurrection è il terzo album postumo di Alan Vega, terza raccolta di materiale inedito pubblicata in seguito alla sua morte nel 2016, dopo le uscite di IT e Mutator. È co-prodotto dalla moglie Liz Lamere e dal collaboratore di lunga data Jared Artaud, che lo presentano sul sito della In The Red Records. Lamer: “Insurrection è stato creato nel periodo intorno al 1997/98, dopo Mutator e prima dell’uscita di 2007 di Vega nel 1999, e cattura l’intensa energia di New York negli anni ’90, piena di crimini, omicidi, odio, fascismo, razzismo e bancarotta morale. Puoi sentire le anime tormentate che fluttuano attraverso questo album“; Artaud: “Insurrection colpisce duro e mostra la potenza e l’intensità del lavoro solista visionario di Alan Vega. Sembra che stesse cercando di aprire nuovi orizzonti. C’è sempre una sorta di magia nel lavorare sulla musica di Vega. Sento che era connesso a un’altra dimensione. Una mano nella fogna e una mano nelle stelle“.
Una bella edizione in vinile
Delle undici tracce che compongono il disco, due erano già state pubblicate su vinile (Invasion/Murder One) nel 2022. Anche questo Insurrection esce, oltre che sulle piattaforme di streaming, in vinile, con un design curato da Michael Handis che riflette bene l’universo estetico di Alan Vega: i titoli delle tracce, scritti in lettere capitali rosse su uno sfondo nero, evocano immediatamente il primo album dei Suicide, con le sue iconiche lettere rosse su sfondo bianco.
Possiamo considerare Insurrection un disco di Alan Vega?
Come per tutte le operazioni di questo genere, è lecito chiedersi perché il disco non sia uscito all’epoca; se era effettivamente un disco pensato con questa sequenza e queste canzoni; e infine quanto ci sia di Vega, e quanto di Artaud e Lamere. Comunque sia, la selezione assemblata sotto il titolo Insurrection è all’altezza del suo nome, con il piglio industrial che la sua produzione anni ’90 effettivamente aveva. Le canzoni sono costruite su un minimalismo sonoro che volutamente contrasta la visceralità dell’interpretazione vocale.
L’operazione non è inutile
Alcune tracce sono più compiute di altre, a partire dall’iniziale Sewer, vero assalto sonoro, mentre la seguente Invasion risulta quasi canzone tradizionale, con una base costruita su un riff a due note e la voce a svettare sopra. Altri momenti come Cyanide Soul sono veramente per la fan base di Alan Vega / Suicide e basta, ma insomma anche qui il fascino non manca.
Con tutte le premesse già fatte, Insurrection non è operazione inutile. Nonostante la musica di Alan Vega sia destinata a restare nella nicchia di quanti (che non sono poi così pochi) hanno amato il suono estremo dell’epoca Suicide e post, è giusto mantenerne in vita la memoria.
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