Angine de Poitrine: La band che cadde sulla terra
Direttamente dal Quebec arriva il caso musicale dell’anno: un duo che ha fatto dell’anonimato e della sperimentazione radicale la propria bandiera. Come due alieni caduti fortuitamente sul nostro pianeta, Angine De Poitrine si nascondono dietro maschere di cartapesta e indossano completi a pois, un travestimento nato quasi per gioco nel 2019. I nomi, Khn e Klek, sono chiaramente inventati, ma dietro non c’è un marketing improvvisato, bensì vent’anni di carriera prima di giungere alla forma attuale. Il loro suono è un viaggio nell’ignoto: Klek detta ritmi nervosi alla batteria, mentre Khn imbraccia un basso microtonale a doppio manico, un ibrido da lui/lei stesso/a creato per evadere dai confini della scala musicale occidentale. Sul palco comunicano attraverso un idioma inventato, trasformando il live in un rito tribale e stravagante.
Nonostante una gavetta vissuta nell’ombra, la loro ascesa è stata fulminea: è bastata una sessione live per la leggendaria radio KEXP ai Trans Musicales di Rennes per incendiare gli algoritmi. In soli trenta giorni, quel video ha superato i sette milioni di visualizzazioni, trasformando una nicchia di seimila iscritti in un tour mondiale sold out attraverso tre continenti. Un successo travolgente che ci costringe a chiederci: siamo pronti a imparare la loro lingua?
Gli esordi
Nel 2024 Angine De Poitrine pubblicano il loro primo album, Vol. I, per un’etichetta indipendente, molto di nicchia, Les Cassettes Magiques, passando quasi inosservati. Il 3 aprile di quest’anno esce Vol. II autoprodotto, ed esplode il successo planetario rendendo così anche l’album di debutto un successo postumo. Va detto che tra i due lavori le differenze sono minime, la coerenza estetica è rimasta inalterata e non c’è stato nessun tradimento del suono originale in favore di una qualche commerciabilità. Non è semplice decodificare il perché di tanto rumore, ma nel loro caso il successo sembra aver trovato una strada tanto originale quanto la loro musica.
Il nuovo album
È divertente vedere quanto musicofili e appassionati del genere si stiano accapigliando per trovare riferimenti, punti di partenza, modelli e chi più ne ha più ne metta. Facciamocene una ragione: Angine De Poitrine non sono una band “derivativa”; oppure, all’opposto, vale tutto. Da Donna Summer a Demetrio Stratos, da Frank Zappa ai White Stripes (e dai Residents ai Daft Punk per l’identità nascosta), ognuno troverà un termine di paragone utile a placare l’ansia tipica di chi scrive recensioni.
Poliritmie, cassa dritta, tempi dispari e caos sono gli elementi che saltano all’occhio al primo ascolto insieme a un’indubbia capacità tecnica: il duo suona in maniera impeccabile. Vol. 2 è un’esplorazione sonora che sfugge a qualsiasi categorizzazione. Le composizioni oscillano tra precisione matematica e improvvisazione controllata, il suono è crudo e diretto e i sei brani, tutti strumentali, comunicano attraverso melodie e tensioni che creano un dialogo costante tra i diversi passaggi. Il lavoro di Angine De Poitrine è un’installazione d’arte contemporanea, in grado di emozionare, o lasciare indifferenti, chiunque riesca a coglierne il messaggio. Prendere o lasciare. In due parole: semplicemente geniali!
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