Lost Girls: un nuovo capitolo per Bat For Lashes.

Lost Girls è il quinto album in studio di Natasha Khan aka Bat For Lashes. L’artista londinese di origini pakistane raggiunge inaspettatamente il meritato successo nel 2006 con l’album Fur And Gold, proprio mentre stava per rinunciare alla carriera artistica. Da lì in poi è stato un susseguirsi di riconoscimenti da parte di pubblico e critica che fanno sì che oggi Bat for Lashes sia ben collocata in un olimpo indie britannico con una buona risonanza anche oltre Manica. L’abbiamo lasciata tre anni fa, vedova con il cuore spezzato, nel concept album The Bride chiedendoci cosa sarebbe successo dopo. Eccola tornare a parlarci di diverse figure femminili accompagnata da una colonna sonora decisamente particolare.
Gli “Eighties” secondo Natasha Khan
Per il nuovo album Bat For Lashes sceglie un format più che abusato, gli anni ’80, e lo rivisita alla sua maniera restituendoci un prodotto quanto meno degno di nota. Il titolo sembra rifarsi ai “ragazzi perduti” raccontati da Joel Schumaker nel 1987, un film cult nel quale un qualunque brano di Lost Girls non avrebbe stonato. In tutto l’album aleggia infatti un’atmosfera che rimanda a vecchie conoscenze che qui rivivono grazie alle intuizione della poliedrica artista inglese. Le storie delle ragazze perdute di Natasha Khan scorrono su linee melodiche prodotte da synth, tastiere e luci al neon ammiccando in alcuni momenti alla dancefloor e in altri a un lounge dal sapore vagamente vintage.
Le canzoni di Lost Girls
Si parte con Kids In The Dark, un brano nel quale l’armata di sintetizzatori artatamente schierata rimanda in particolare a un qualunque cult movie annie ’80.
Poi The Hunger, uno dei momenti migliori del tutto, in cui band come Talk Talk o Tears For Fears si sentiranno certamente convocate. Si arriva quindi a So Good di depechemodiana memoria per finire con Mountain, un saggio di ispirazione meditativa che si distingue dal resto per l’atmosfera peculiare. Lost Girls è un album a tinte tenui e Bat For Lashes si propone col garbo e la compostezza che la contraddistinguono. Forse manca un brano che rimarrà nella memoria, ma Natasha Khan, alle soglie dei 40, così è. Previsioni? Vista l’indole dell’artista in questione non siamo in grado di farne.
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