In collaborazione con Nikko Weidemann, Blixa Bargeld Sings David Bowie.
Blixa Bargeld non ha bisogno di presentazioni: ancora meno David Bowie, del quale la voce degli Einstürzende Neubauten (e molto altro) riprende quattro canzoni, accompagnato da Nikolai “Nikko” Weidemann, del quale invece è opportuno dire qualcosa. Classe 1961, a 17 anni esordisce dal vivo con Frank Zappa, partecipa ad Halber Mensch degli EN, collabora con Nick Cave, Yoko Ono e Sean Lennon, appare in Release the Stars di Rufus Wainwright, dal 2016 cura le musiche della serie Babylon Berlin. In questo Blixa Bargeld Sings David Bowie suona il piano, che è l’unico strumento che si ascolta, oltre alla voce di Blixa e a un gong balinese. Chissà se un omaggio alla Bali amata da Bowie.
La scelta delle tracce e i risultati
Le canzoni sono scelte in modo eclettico. Helden è l’unica scontata, però ci vuole coraggio a riprenderla. Poi abbiamo Where Are We Now?, il primo singolo da The Next Day, Subterraneans da Low e Lazarus da Blackstar.
Ammetto di essermi avvicinata con curiosità ma anche con sospetto all’EP, ma l’ascolto lascia davvero soddisfatti, e anzi desiderosi di ascoltare ancora. Nikko e Blixa riescono a far proprie le canzoni pur senza stravolgerle melodicamente, con una vena espressionista che certo non sarebbe spiaciuta a David Bowie stesso.
Se da Helden mancano i synth glaciali della versione originaria (tanti sono poi stati gli arrangiamenti successivi), i due compensano con intensità. Where Are We Now? è il brano che riceve il trattamento più straniante, con il finale che deraglia assai bene. Subterraneans sembra tracciare una linea di continuità fra la Berlino di Bowie e quella degli Einstürzende Neubauten. Infine Lazarus, la canzone più celebre di Blackstar anche grazie al musical, è accompagnata da un video che mostra i due all’opera, e risulta toccante e intensa.
Omaggio bello e riuscito, con un Blixa in grado di mettere da parte il narcisismo del vocalist, per servire al meglio il materiale straordinario che interpreta, e un Nikko Weidemann importante nel sostenere brani che originariamente avevano una ricca strumentazione. We want more.
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