Ride Into The Sun è l’omaggio di Brad Mehldau al geniale, sfortunato Elliott Smith.
Quello che interessa di più, qui a tomtomrock, è il destinatario dell’omaggio, il travagliato Elliott Smith. La sua scrittura dolente e la marcata abilità melodica mancano a questi anni complicati, dove siamo costretti a riascoltare quella manciata di dischi pubblicati in vita e i due postumi. Per i più accaniti segnalo l’enorme disponibilità di live che si trovano su archive.org, una vera mecca, tra cui registrazioni di alta qualità.
Chi è Brad Mehldau
Brad Mehldau è un poliedrico pianista jazz che ama fluttuare tra le ispirazioni, sia da un lato (il rock e i songwriter) che dall’altro (il repertorio classico). Più volte ha interpretato gruppi come i Radiohead, i Beatles, gli Oasis e artisti come David Bowie o Nick Drake. In passato ha suonato anche con lo stesso Smith. In altre occasioni ha usato orchestre da camera e affrontato maestri come Bach e Fauré.
Ride Into The Sun: un esperimento non del tutto riuscito
Con Ride Into The Sun Mehldau prova a unire il tutto, rischiando qualcosa di troppo, specialmente quando la presenza dell’orchestra si mostra soverchiante. Per fortuna le canzoni di Smith hanno una potenza melodica adatta a sopportare certi eccessi, e, nel caso di Everything Means Nothing To Me, il brano sembra fatto apposta per il vertiginoso crescendo orchestrale, che si concede persino un intermezzo alla Kurt Weill!
Le due suite che danno titolo al disco sono lo scoglio più difficile da superare, per la complessità sinfonica piena di citazioni e rimandi che possono sfuggire a molti (e di certo a me). Altresì non convincono i tre brani cantati, Tomorrow Tomorrow, Southern Belle (Daniel Rossen) e Colorbars (Chris Thile); sia l’uno che l’altro sembrano poco centrati sulla performance: monotono il primo, energico ma un po’ fuori ruolo il secondo. Decisamente fuori tema, per quanto bella, la versione strumentale di Sunday (Nick Drake) forse un tentativo di unire le anime tormentate dei due artisti.
In questo Ride Into The Sun Mehldau non convince del tutto, ma si sa, a correre verso il sole qualche rischio si corre…
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