Derivativi ma efficaci: Brigitte Calls Me Baby – Irreversible.
È sempre più difficile imbattersi in band che non suonino derivative. Ci abbiamo fatto l’abitudine, ma resta inevitabile che ogni nuova proposta venga misurata contro modelli già consolidati. In questo caso i Brigitte Calls Me Baby di Irreversible rimandano subito a Morrissey. Non solo: il frontman Wes Leavins ha sviluppato una vocalità che guarda a Elvis Presley, e la sua familiarità con quel registro è evidente. Tanto che lo stesso Leavins era stato coinvolto da Baz Luhrmann come voce di Elvis Presley nel suo film, prima che Austin Butler si imponesse nel ruolo.
Oltre l’influenza di Morrissey
L’impronta morrisseyana emerge anche nei testi, attraversati da una malinconia insistita e da una sensibilità che si scontra con la realtà quotidiana. Ma la band di Chicago convince soprattutto sul piano sonoro: l’approccio è solido, energico, ben costruito. La produzione di Yves Rothman and Lawrence Rothman (Yves Tumor, fra gli altri) contribuisce a definire un impianto compatto, capace di sostenere una scrittura che punta all’impatto.
Brani come Slumber Party chiariscono subito la direzione: siamo più vicini a Killers e Strokes che a un certo indie post-punk inglese. Il disco si muove come un ritorno alle sonorità alternative dei primi anni Duemila, con suggestioni che arrivano fino all’immaginario di Blue Velvet di David Lynch. Le chitarre spingono in avanti, la sezione ritmica è tesa e continua, mentre i vocalizzi di Leavins aggiungono una tonalità quasi elegiaca all’insieme.
Il disco convince anche quanto è troppo pop
Accanto ai momenti più diretti emergono aperture melodiche come The Pit e tentazioni synth-pop tipo These Acts of Which We’re Designed e I Can’t Have You All to Myself. Perdoniamo anche le derive pop dal momento che hanno sostanza (Truth Is Stranger Than Fiction, I Can Take the Sun Out of the Sky). Con Irreversible, i Brigitte Calls Me Baby costruiscono un disco solido, che prova a superare i riferimenti senza negarli, trovando una propria misura in un sound maestoso e convincente.
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