Car Seat Headrest – The Scholars Matador Records

The Scholars: Will Toledo e i suoi Car Seat Headrest tornano e fanno sul serio. Anche troppo.

Divertente scoprire come, nella recensione dell’eccellente Making A Door Less Open, auspicassimo che il successivo disco dei Car Seat Headrest fosse quello della definitiva consacrazione per il gruppo guidato dal talento inesauribile di quel piccolo genio di Will Toledo. E, soprattutto, speravamo di non dover attendere altri quattro anni, come era accaduto tra quel lavoro e il precedente, folgorante Teens of Denial.
E invece, di anni ne abbiamo dovuti aspettare addirittura cinque. Dal 2020 a oggi sono successe molte cose, tra cui la pandemia da Covid, che ha colpito anche Will Toledo in forma piuttosto grave, costringendolo a una lunga convalescenza e a un periodo di inattività.

La monumentalità di The Scholars

Ora Toledo torna con The Scholars, una vera e propria opera rock ambientata in un college immaginario, che per impostazione e approccio affonda le sue radici negli anni ’70. È un disco complesso: dura un’ora e dieci minuti, articolato in nove episodi, quasi equamente divisi tra cinque brani di durata, per così dire, radiofonica e quattro lunghe suite che spaziano dagli otto minuti dell’iniziale CCF (I’m Gonna Stay With You) ai quasi diciannove della monumentale Planet Desperation.

Il risultato è un lavoro senz’altro più maturo (Toledo ha ormai 32 anni), più riflessivo e, verrebbe da dire, più studiato a tavolino. Vi si ritrovano ancora gli squarci sonori e le raffinate invenzioni melodiche che rappresentano la cifra stilistica del musicista virginiano; eppure, soprattutto nelle suite più lunghe, sembra mancare qualcosa in termini di urgenza e immediatezza — quei tratti che avevano reso così incisive le prove precedenti. Ci sono sempre gli irresistibili lampi melodici che ti si inchiodano in testa da subito, la deliziosa Deveraux, gli echi estatici di Lady Gay Approximately (titolo che magari piacerà al signor Robert Zimmerman), la pigra e poi marziale Equals, che ti fanno sobbalzare il cuore.

Ma tutto questo talento melodico, come detto, nei pezzi più lunghi risulta essere un po’ sedato all’interno di costruzioni sonore che lo soffocano e gli fanno perdere quella freschezza e quell’istantaneità che era il marchio di fabbrica del gruppo.

Alla resa dei conti un’occasione mancata per Will Toledo e i suoi Car Seat Headrest

The Scholars è  comunque un disco, ancora una volta, di ottimo livello che tuttavia, a nostro giudizio, manca di nuovo l’appuntamento con la vera e propria consacrazione. È un lavoro sicuramente più maturo rispetto alle prove precedenti, ma forse un po’ troppo “adulto” — nel senso deteriore del termine — in cui, in alcuni episodi, Will Toledo sembra perdere la rotta, finendo per annacquare il suo straordinario talento e rendendo l’ascolto a tratti faticoso e poco coinvolgente. Una speranza per il futuro la regala però la traccia finale, True/False Lover, un pezzo che richiama il garage rock più fresco e frizzante, dove il talento di Toledo risplende come merita.

Peccato sia andata così, ma siamo certi che i Car Seat Headrest sapranno ritrovare la strada verso la loro celestiale mistura di indie rock e melodie assassine. Però Will, davvero questa volta non farci aspettare altri cinque anni, cerchiamo di fare un po’ prima, ok?

Car Seat Headrest – The Scholars 
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Classe 1965, bolzanino di nascita, vive a Firenze dal 1985; è convinto che la migliore occupazione per l’uomo sia comprare ed ascoltare dischi; ritiene che Rolling Stones, Frank Zappa, Steely Dan, Miles Davis, Charlie Mingus e Thelonious Monk siano comunque ragioni sufficienti per vivere.

Di Franco Zucchermaglio

Classe 1965, bolzanino di nascita, vive a Firenze dal 1985; è convinto che la migliore occupazione per l’uomo sia comprare ed ascoltare dischi; ritiene che Rolling Stones, Frank Zappa, Steely Dan, Miles Davis, Charlie Mingus e Thelonious Monk siano comunque ragioni sufficienti per vivere.

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