bpb

 

“Un disco importante e interessante”. In teoria è un complimento, nei fatti funge  sovente da pietra tombale per l’ascolto perché sottintende “disco noioso”.  Il preambolo  sembra tagliato su misura per What The Brothers Sang, anche se, al posto di “noioso” potremmo dire “un po’ moscio”. Bonnie ‘Prince’ Billy  e Dawn McCarthy provano a dilatare la delicata magia del singolo natalizio Christmas Eve Can Kill You nello spazio di un intero album dedicato agli Everly Brothers, ma fanno qualche errore.

L’idea di omaggiare Don e Phil Everly è, come si diceva, importante e interessante. Importante perché gli Everlys sono stati fondamentali quanto Johnny Cash nel fondere folk, country e rock’n’roll, interessante perché le incredibili, perfette  armonie vocali dei due fratelli sono qui rielaborate in interpretazioni uomo-donna. Va detto che dove si temeva il peggio, vale a dire proprio nell’impasto vocale fra il tremolante Principe e la più solida cantante dei Faun Fables, le cose funzionano bene e i risultati sono piacevoli. Buona anche l’idea di lasciar perdere il materiale più noto (quello soft’n’roll del periodo 1956-1959) per concentrarsi su cose anni ’60 in bilico fra pop sentimentale e country.

 

Il problema sta invece, in parti quasi uguali, nelle scelte strumentali e nella scaletta. Dopo un inizio sommesso ma intenso, verso metà cammino il disco si arena, suona stanco e fiacco e il rock’n’roll di Somebody Help Me,  anziché tirar su il morale, sembra capitato lì per sbaglio e dà quasi fastidio. Forse è l’approccio a risultare troppo rispettoso e accademico, come dimostra il confronto fra la versione qui proposta di So Sad e quella cantata nel 1969 da Gene Clark (in Through The Morning Through  The Night a nome Dillard & Clark): Gene Clark la tristezza la comunicava mentre Billy e Dawn la raccontano.  Magari ci voleva più tempo, oppure meno canzoni (un ep sarebbe stato perfetto), magari ci voleva che i due litigassero durante le registrazioni, visto che Don e Phil –  i più noti fratelli-coltelli del rock – cantavano odiandosi.

 

6,0/10

 

print

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Di Antonio Vivaldi

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.