Eels - Earth to Dora
E Works Records – 2020

Recensione: Eels – Earth to Dora

Il ritorno del Piccolo Principe della musica d’autore: Eels – Earth to Dora.

Che bel disco questo Earth to Dora, ultima fatica degli Eels, gruppo californiano dietro cui si cela la multiforme personalità musicale di E, all’anagrafe Mark Oliver Everett, cinquantasettenne musicista originario della Viginia, ma oramai californiano d’adozione. Personaggio notevole il signor E (*), una sorte di mosca bianca nel mondo del rock attuale, con una carriera oramai quasi trentennale, cominciata in sordina con due dischi minori (ma incantevoli) a nome E, per poi fare il botto con l’esordio del 1996 degli Eels, quel Beatiful Freak, che, trascinato dal contagioso singolo Novocaine for the Soul, contribuì a tracciare la coordinate dell’indie rock degli anni 90.

Eels - Earth to Dora

E Works Records – 2020

Il signor E abbandona comunque subito la possibilità di essere una r’n’r star, facendo seguire al folgorante esordio due dischi bellissimi ma fragili e delicati (Electro-Shock Blues e Daisies of the Galaxy), frutto di dolorosi lutti familiari (la morte a poco tempo di distanza della madre e della sorella, tossicodipendente, e ancora anni prima, la morte per un attacco di cuore del padre, celebre fisico matematico, il cui cadavere fu trovato dall’allora adolescente Mark) e di una voglia di fuga dalla coazione a ripetere indotta dall’industria musicale. Come raccontato da lui stesso nella brillante autobiografia “Rock, Amore, Morte, Follia e un paio di altre sciocchezze che i nipotini dovrebbero sapere” – un consiglio, leggetela, è struggente e divertentissima – E ha passato decenni a difendersi e giustificarsi di fronte a tutti gli addetti ai lavori sul perché, semplicemente non incideva un nuovo Novocaine for the Sou. Forse solo da poco si è affrancato da questa schiavitù perché alla fine, tenendo duro, ha vinto lui. Il resto della carriera si è sgranato lungo una quindicina di dischi in cui il nostro ha sciorinato la sua arte cantautorale con varie cifre stilistiche, dal rock primigenio al pop classico. Una carriera che, tra moltissimi alti e trascurabili bassi (i suoi lavori stanno tutti all’interno degli angusti confini che vanno dal bello al meraviglioso), è arrivata fino ad oggi.

 Eels – Earth to Dora tra autobiografia e finzione

Quest’ultimo disco è stato scritto e inciso in era pre-covid (con la unica eccezione di un pezzo composto a inizio lockdown) e doveva, secondo i piani dell’artista californiano, essere portato in tour tra fine 2020 inizio 2021. Il destino stronzo ha invece voluto diversamente (per lui e per tutti noi), e così il disco è uscito senza alcun tour promozionale, perché, come riportato dallo stesso Everett “abbiamo pensato che comunque la gente avrebbe continuato a voler sentire musica, e che in questo momento ne avesse più bisogno che mai”Inciso presso gli studi di casa a Los Feliz, California, Earth to Dora si avvale delle preziosissime collaborazioni, anche in fase di scrittura, di The Chet (chitarra), P-Boo (chitarra), Koool G Murder (basso), oltre che del fido Knuckles (batteria).

I testi

Come al solito i testi sono una sintesi tra finzione, autobiografia e varie esperienze, vissute o raccontate (sullo sfondo il recente divorzio e la vita con il figlio appena seienne). Attraverso i dodici pezzi si alternano momenti gioiosi e spensierati ad altri più cupi e riflessivi. Il tutto viene però spalmato su melodie incantate, che avvinghiano l’ascoltatore trasportandolo in una sorta di estasi stupita ed alleviandolo momentaneamente dalle miserie della vita reale. Il talento compositivo di Everett qui è veramente ai massimi livelli, dimostrando ancora una volta una capacità di scrittura in grado di trasformare canzoni apparentemente semplici in piccoli gioielli. Penso che per questi aspetti E sia veramente il Piccolo Principe della musica d’autore, avendo un talento del tutto simile a quello di Prince, artista che d’altro canto adorava senza riserve (di lui diceva che ascolti Kiss e pensi, beh canzone facile, però prova te a scriverla).  Come suono il disco segna un ritorno verso il classico impianto alla Eels di strumenti elettrici, acustici e piccole finezze (archi, fiati, campanellini, strumenti giocattolo e altre diavolerie), che si presta ottimamente a colorare con piccoli tratti delicati melodie infallibili.

Canzoni da sogno

Disco splendido come detto che si apre con la sinuosa Anything for Boo, giro assassino che ti ritrovi a canticchiare dopo tre secondi, tocchi di vibrafono, su un pastoso tappeto di chitarre. Da lì in poi è tutto un susseguirsi di giri micidiali e canzoni perfette: Are We Alright Again, unico pezzo scritto in era post lockdown che E ha definito “the feel-good hit of the feel-worst year”, di questi tempi effettivamente un balsamo per l’animo (e non perdetevi il video, al solito delizioso, con la star di Mad Men Jon Hamm protagonista del vero incubo di ogni appassionato di musica rock); la title-track, ritmo infallibile scandito dalla batteria, arpeggi di chitarra, una voce calda e struggente, un pezzo che ti spinge immediatamente al sorriso da quanto è bello; Dark and Dramatic, acustica ed eterea, una versione indie del Canterbury sound.

 

E poi ancora il soul anestitizzato di Are You Fucking Your Ex, l’incedere implacabile di the Gentle Souls, la meraviglia di I Got Hurt, uno dei vertici del disco, batteria rallentata, tocchi di tastiere e chitarre, con una melodia calda e avvolgente, il pianismo da songwriter di razza della strepitosa Baby Let’s Make It Real e la chiusura da lacrime di Waking Up, con la chitarra delicata a tracciare un testo struggente e colmo di tenerezza (“So why don’t you just take my hand/ And take a chance on love? / The day is here and I won’t blow it I am waking up/  And waking up next to you/ Is all I really want”).

In conclusione…

Disco bellissimo Earth to Dora, che sembra scritto e suonato proprio per queste giornate, pervaso da una sottile vena malinconica che però si esprime attraverso melodie solari, serene, allegre; un disco in grado di dare un sollievo (dio solo sa quanto utile in questo periodo) alla nostre anime, capace di farci sorridere e di regalarci sprazzi di serenità.

Ê migliore la vita con gli gli Eels che ci tengono compagnia con questi tre quarti d’ora di bellissima musica.

Tutto qui il loro segreto.

Eels - Earth to Dora
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Franco Zucchermaglio

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Classe 1965, bolzanino di nascita, vive a Firenze dal 1985; è convinto che la migliore occupazione per l’uomo sia comprare ed ascoltare dischi; ritiene che Rolling Stones, Frank Zappa, Steely Dan, Miles Davis, Charlie Mingus e Thelonious Monk siano comunque ragioni sufficienti per vivere.

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