Dopo nove anni tornano, in versione familiare, i Faun Fables.
Li immaginereste provenienti dalle isole britanniche i Faun Fables. Li direste vicini, spiritualmente e musicalmente, al sempre più popolato mondo psych-folk e ai suoi tipi strani – a volte temibili – come Lankum (e la dependance Øxn), Lavinia Blackwall, Tristwch Y Fenywod, Jim Ghedi. Anche i Faun Fables sono un po’ strani – per quanto non temibili – e amano suoni dall’allure mistriosa, ma arrivano da Oakland, California. Lì nascono a fine anni ’90 per volontà della talentuosa cantante e compositrice Dawn McCarthy (in carriera anche un disco di cover degli Everly Brothers con Bonny Prince Billy) a cui dopo poco si aggiunge il marito polistrumentista Nils Frykdahl.
Le novità di Counterclockwise
Counterclockwise esce a nove anni di distanza dall’apprezzabile Born of the Sun con un organico che nel frattempo si è arricchito delle tre figlie della coppia: Edda, Ura, Gudrin. Ecco, se c’è qualcosa di californiano (alternativo) in questi Faun Fables ampliati è l’idea di comune un po’ fricchettona con bambini al seguito tipo i Grateful Dead sulla back cover di Aoxomoxoa.
Il risultato è un’opera inevitabilmente più corale rispetto alle precedenti e questo comporta pregi e difetti. A costo di fare i passatisti brontoloni, i momenti migliori paiono i più legati ai vecchi FF come le quasi minacciose The Wedding, Fearful Name e Black Angels (traduzione di un brano della musicista polacca Ewa Demarczyk), oppure Ember Bell che rimanda al freak-folk inglese anni ‘70 in stile Spirogyra. Notevoli anche le due cover di pezzi pop rivisti in chiave gentil-straniata: Black Diamond dei Bee Gees e Wonderous Stories degli Yes.
Diverso il discorso per i momenti in chiave famiglia canterina, ovvero con forte presenza delle tre giovinette Frykdahl. Se il call and response di Washing Song suona coinvolgente, Elfrida, Maybe e soprattutto la lunga Hiawatha (testo del poeta ottocentesco Henry Wadsworth Longfellow) appaiono quasi stucchevoli nel loro afflato da Tutti insieme appassionatamente.
Faun Fables tra serenità e nubi e minacciose
Detto questo, e aggiunto che 16 pezzi per quasi 70 minuti di ascolto sono tantini, il fascino di Counterclockwise è comunque indubbio e sta nella sua dimensione sospesa, nel suo proporsi come idillio sempre sul punto di essere spazzato via da qualche catastrofe. La cosa triste è che la musica suona più bella quando le nubi sulla felicità dei Faun Fables si fanno più scure. Ma si sa che l’arte migliore nasce sovente dalle situazioni peggiori.
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