Foo Fighters – Your Favorite ToyRoswell Records/Columbia Records

Un cambiamento necessario in casa Foo Fighters: Your Favorite Toy.

Ormai i Foo Fighters lo hanno detto a tutti: Your Favorite Toy è l’album del cambiamento. Ed è giusto così. Dopo la parentesi riflessiva di But Here We Are, segnata dal lutto per la scomparsa dello storico batterista Taylor Hawkins, la band di Dave Grohl aveva bisogno di riprendere il cammino con un’attitudine diversa. Le intenzioni, in effetti, si percepiscono subito e Ilan Rubin dimostra di essersi inserito bene dietro la batteria.

Il riff killer iniziale di Caught in the Echo, insieme al ringhio di Grohl, esprime immediatamente la sostanza del disco. Nel corso di una carriera scandita da dodici album e innumerevoli concerti, i Foo Fighters hanno costruito un progetto perfetto per i grandi stadi. Le loro canzoni sono un concentrato di punk e hard rock attraversato da una sensibilità pop che le rende immediatamente accessibili. Eppure, come accade anche qui, è difficile trovare un brano davvero capace di fare la differenza.

Moderatamente grunge

Se Of All People richiama i migliori Pearl Jam di Vs., Your Favorite Toy rimanda apertamente alle sonorità grunge. If You Only Knew, invece, appare più irrisolta, con un ritornello in pieno stile Hüsker Dü dell’ultimo periodo. Rimane quindi difficile bissare il calcio in culo che ti davano pezzi come Monkey Wrench, per non parlare di Everlong. Asking for a Friend potrebbe tranquillamente passare per una b-side di The Pretender. Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale.

La produzione non convince, ma i Foo Fighters di Your Favorite Toy sfornano un paio di buone canzoni

Per di più, la produzione di Oliver Roman appiattisce le chitarre e il suono della voce risulta fin troppo ipercompresso. Capisco l’urgenza di tornare subito in pista, ma il timore è che la sostanza sia rimasta sepolta sotto la  necessità di un nuovo disco confezionato in vista dell’ennesimo tour in arrivo.

Non manca comunque qualche sprazzo compositivo interessante, come in Child Actor, dove Grohl rilegge le proprie origini da bravo ragazzo del rock alla luce della consapevolezza dell’uomo di oggi, con tutti i suoi limiti. E poi c’è Window, che per un attimo sembra riportarci alla cupezza di In Utero, conservando tracce di quella stessa inquietudine. Per il resto, Your Favorite Toy è un album che non toglie e non aggiunge molto alla traiettoria sonora dei Foo Fighters.

Foo Fighters – Your Favorite Toy
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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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