Emozionante e urgente: Friko – Something Worth Waiting For.
Ho sempre pensato che la musica diffonda vibrazioni capaci di toccare le corde dell’anima. Non è una banalità, ma un dato di fatto: ci sono artisti e band che riescono a raggiungere e superare quel confine labile. Mi vengono in mente capolavori come O di Damien Rice, i dischi di Nick Drake, Grace di Jeff Buckley. Ma i Friko hanno anche un’altra una componente: l’urgenza dei sentimenti giovanili, la purezza che si scontra con il quotidiano, i desideri che affiorano malgrado tutto.
Un secondo album che mostra una band in crescita
Personalmente questa sensazione la band me l’ha trasmessa fin dal debutto, Where We’ve Been, Where We Go from Here, che aveva già affascinato la stampa specializzata. E credo di poter dire che quel percorso si amplia ulteriormente con il nuovo lavoro, Something Worth Waiting For. La partenza dell’album, affidata a Guess, rende subito l’idea: attitudine live, voce di Niko Kapetan sulla soglia della disperazione, capace di richiamare pulsioni vibranti. Una modalità che rimanda ai Radiohead degli esordi e lo stesso vale per la successiva Still Around, dove si salta davvero di brutto, come con le migliori band indie.
John Congleton alla produzione
A questa nuova e più consapevole energia ha contribuito la produzione di John Congleton, senza dimenticare l’apporto dei nuovi elementi Korgan Robb (chitarra) e David Fuller (basso), che completano un quartetto d’attacco insieme al consolidato duo formato da Niko Kapetan (voce) e Bailey Minzenberger (batteria). Un duo che resta il cuore pulsante di una band capace di costruire melodie pianistiche affascinanti, come in Certainty e Dear Bicycle. Un approccio pop fatto di voci e cori a incastro, costruiti con la cura e la perizia dei bravi artigiani.
Something Worth Waiting For: i Friko
Ma ci sono anche brani che sembrano esplodere in un noise rock liberatorio, come la title track Something Worth Waiting For.
Ciliegina sulla torta è Seven Degrees, pezzo dalla struttura classica, con intro acustica e ritornello beatlesiano, tre cambi di tonalità e cori finali. Eppure, a dispetto di un riferimento così alto, vi stupirete nello scoprire un’autenticità, una purezza e un entusiasmo ormai rari e che ripagano ampiamente il prezzo del biglietto.
Quindi, parafrasando il titolo dell’album, è valsa davvero la pena aspettare per questo incredibile secondo lavoro dei Friko.
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