Giuni Russo - Jazz a Casa di Ida Rubinstein

Giuni Russo, una storia discografica da non dimenticare.

Oggi, al momento della scrittura, è il 10 settembre 2021 e Giuni avrebbe compiuto 70 anni se il maledetto male di cui attualmente nessuno pare curarsi più, non ce l’avesse vigliaccamente sottratta 4 giorni dopo il suo compleanno nel 2004 ad appena 53 anni.

Giuni Russo - Jazz a Casa di Ida Rubinstein
Warner Music Italy – 2021

La storia discografica di Giuni Russo, già Giusy Romeo, è inficiata di cattivi e buoni maestri. Senz’altro buono fu il Maestro Battiato che con buona parte della scrittura dell’album Energie la portò ad essere finalmente visibile dopo anni di sofferta gavetta ma, paradossalmente, il successo del singolo  Un’Estate Al Mare stigmatizzò l’artista che da allora fu vista dalla casa discografica esclusivamente come produttrice di hits estive impedendogli con un contratto capestro la realizzazione di ben altre opere e relegandola in un indegno limbo.

Jazz a Casa di Ida Rubinstein, rivisitazione intelligente del disco ‘colto’ di Giuni Russo

È proprio con A Casa di Ida Rubinsten che, grazie ancora a Battiato e alla sua etichetta L’Ottava, Giuni riesce a realizzare nel 1988 un album di arie di Bellini  (e già qualche anno prima cantava “ti potrei cantare la Norma di Belllini” in Sarò una vipera…), Donizetti e Verdi con sonorità ed arrangiamenti contemporanei ed elettronici e con una summa di ironia e rispetto verso gli originali, che la restituì ai suoi reali estimatori come artista a 360° ma che purtroppo non trovò riscontro nelle vendite e sparì tristemente dalla distribuzione nonostante trattavasi di esperimento ardito e inconsueto.

L’album fu poi oggetto di due diverse edizioni negli anni successivi, sfortunatamente postume, segno della sua importanza nel percorso dell’artista e oggi possiamo quindi avere, grazie alla provvida ristampa che compone questa emissione, sia la versione originale dell’album che la sua successiva riedizione in chiave jazz con la presenza di Brian Auger, Uri Cane, Paolo Fresu e Franco Battiato in virtuale duetto, oltre alla presenza di un prezioso dvd contente un concerto inedito registrato durante la rassegna “Il Violino e  La Selce”.

Una voce eccezionale

È ovvio come, al di fuori di logiche che vedono uscire lavori di Giuni più o meno inediti con ormai una certa periodicità, l’intero corpus artistico della cantante sia da considerarsi patrimonio della cultura musicale dello Stivale con la triste consapevolezza che l’eccezionalità e il talento avrebbero meritato fama a livello globale se non altro per una capacità di utilizzo dello strumento voce affiancabile per molti versi a ben noti colleghi, da Kathy Berberian a Demetrio Stratos e finanche a Diamanda Galas,  ma la storia, almeno questa a differenza di altra, non può essere riscritta e quindi ci ritroviamo a compiangere e, al tempo stesso, scoprire e riscoprire una eccellenza che, come molti, non ebbe in vita il riconoscimento doveroso per la sua arte.

 

E l’arte scorre evidente nelle vene della famiglia Romeo. Si citi ad esempio il cugino Gianni, allievo del grande Cavellini, che porta avanti l’eredità artistica di uno dei massimi esponenti del dadaismo e della mail art italiana (mi si perdoni la sintesi); e, a sua volta notevole artista contemporaneo che consiglio di andare a cercare per ammirarne opere e performance. Così come altri parenti prossimi dediti al canto come già fu la madre di Giuni stessa, cantante lirica… Opera quindi importante e seminale da collocare tra musica colta e quindi necessaria in quest’epoca distratta dal bello.

Giuni Russo - Jazz a Casa di Ida Rubinstein
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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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