Fra i grandi ritorni di quest’anno, ecco quello degli Idlewild.
Questo è l’anno dei grandi ritorni. Soprattutto le formazioni britanniche, Oasis su tutte, hanno riscoperto il gusto di riapparire sul palco e di godersi la gloria di un periodo — gli anni Novanta — in cui intenzioni, idee e fermenti musicali apparivano vivi e fulgidi. Alcune di queste band hanno però voluto dire la loro anche a trent’anni dall’esordio, rimettendosi in gioco con nuove canzoni. Si pensi ai Suede, tornati nell’arco di due anni con due album nuovi di zecca, una formazione più attiva che mai e un tour in partenza. Anche gli Idlewild, di recente, hanno visto un pubblico numerosissimo partecipare ai concerti-anniversario di 100 Broken Windows e The Remote Part, dischi che hanno definito il suono del gruppo con alcune delle hit più importanti del loro repertorio.
Non è solo nostalgia
Da questa consapevolezza nel riproporre la propria identità sonora nasce l’ultimo lavoro degli Idlewild, omonimo. Anche i testi delle canzoni guardano al tempo che passa — sfide, vittorie, perdite — ma con uno sguardo rinnovato. Le composizioni disegnano ricami melodici di ampio respiro, brani che coinvolgono e catturano al primo ascolto. In sintesi, i testi descrivono una percezione di noi stessi plasmata da ciò che vediamo nei media, ma al contempo rivendicano la capacità di rimodellarla attraverso le relazioni e gli sconvolgimenti che queste generano nelle nostre vite.
La chitarra di Rod Jones regala riff spigolosi in brani come Make It Happen, dove gli Idlewild pigiano sull’acceleratore e la voce di Roddy Woomble rinuncia ai ghirigori melodici in favore di una maggiore energia. Like I Had Before ha una carica immediata, con la forza deflagrante del ritornello, così come Writers of the Present Time. In definitiva, Idlewild è un disco di speranza e redenzione: la band si volta indietro, raccoglie ciò che ha seminato e lo trasformano con la consapevolezza che il nuovo raccolto porterà ancora ottimi frutti. Nel frattempo, come nell’immagine di copertina, gli Idlewild si godono — insieme a noi — il calore del sole in una giornata d’autunno.
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