IdlewildV2

Fra i grandi ritorni di quest’anno, ecco quello degli Idlewild.

Questo è l’anno dei grandi ritorni. Soprattutto le formazioni britanniche, Oasis su tutte, hanno riscoperto il gusto di riapparire sul palco e di godersi la gloria di un periodo — gli anni Novanta — in cui intenzioni, idee e fermenti musicali apparivano vivi e fulgidi. Alcune di queste band hanno però voluto dire la loro anche a trent’anni dall’esordio, rimettendosi in gioco con nuove canzoni. Si pensi ai Suede, tornati nell’arco di due anni con due album nuovi di zecca, una formazione più attiva che mai e un tour in partenza. Anche gli Idlewild, di recente, hanno visto un pubblico numerosissimo partecipare ai concerti-anniversario di 100 Broken Windows e The Remote Part, dischi che hanno definito il suono del gruppo con alcune delle hit più importanti del loro repertorio.

Non è solo nostalgia

Da questa consapevolezza nel riproporre la propria identità sonora nasce l’ultimo lavoro degli Idlewild, omonimo. Anche i testi delle canzoni guardano al tempo che passa — sfide, vittorie, perdite — ma con uno sguardo rinnovato. Le composizioni disegnano ricami melodici di ampio respiro, brani che coinvolgono e catturano al primo ascolto. In sintesi, i testi descrivono una percezione di noi stessi plasmata da ciò che vediamo nei media, ma al contempo rivendicano la capacità di rimodellarla attraverso le relazioni e gli sconvolgimenti che queste generano nelle nostre vite.

La chitarra di Rod Jones regala riff spigolosi in brani come Make It Happen, dove gli Idlewild pigiano sull’acceleratore e la voce di Roddy Woomble rinuncia ai ghirigori melodici in favore di una maggiore energia. Like I Had Before ha una carica immediata, con la forza deflagrante del ritornello, così come Writers of the Present Time. In definitiva, Idlewild è un disco di speranza e redenzione: la band si volta indietro, raccoglie ciò che ha seminato e lo trasformano con la consapevolezza che il nuovo raccolto porterà ancora ottimi frutti. Nel frattempo, come nell’immagine di copertina, gli Idlewild si godono — insieme a noi — il calore del sole in una giornata d’autunno.

Idlewild — Idlewild
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Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

Di Beppe Ardito

Si definisce "un alieno" perché ha capito che tutte le sue passioni sono poco redditizie, musica compresa. Ma, oltre a suonare in varie band, ne scrive da sempre. Dal 1996 saltuariamente sulla pagina "Spettacoli" del Corriere Romagna, passando per anni preziosi col Mucchio Selvaggio, la rivista Frastuoni e infine con The Soundcheck. Cuore indomito e appassionato, curioso e volubile. Per una Guinness in compagnia non dice mai di no.

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