Jim Ghedi - In The Furrows Of Common Place
Basin Rock - 2021

Recensione: Jim Ghedi – In The Furrows Of Common Place

Dalla città dell’acciaio l’affilato folk di Jim Ghedi.

Jim Ghedi - In The Furrows Of Common Place

Basin Rock – 2021

Nel dedalo degli stili musicali che trovano spazio su queste pagine  riemerge periodicamente l’angolino del folk, un genere che s’inabissa e riemerge continuamente, nascondendosi  in qualche anfratto per poi tornare in nuove forme. La scena attuale ha molti protagonisti che identifichiamo in folksinger, chitarristi acustici, ensemble neo-cameristici o forme spurie difficili da incasellare. Si possono inserire in questo filone artisti come gli scozzesi Alasdair Roberts e James Yorkston, gli irlandesi Lankum e gli/le inglesi The Unthanks. Anche dall’altro lato dell’oceano c’è lo stesso fermento, come dimostrano  il duo formato da Gillian Welch e David Rawlings o solisti come Jake Xerxes Fussell e Josephine Foster.

In the Furrows of the Common Place: ovvero Jim Ghedi canta

Per questa recensione torniamo però in Gran Bretagna, dalle parti di Sheffield, città posta  giusto al centro della nazione con un passato minerario e industriale (il famoso acciaio di Sheffield che dette il titolo a un album di Joe Cocker). Da lì Jim Ghedi ha prodotto in cinque-sei anni una manciata di dischi incentrati sulla  sua abilità chitarristica a sei e dodici corde che si sono guadagnati l’attenzione di pubblico e critica pur trascurando, quasi del tutto, la parte vocale. Ora In The Furrows Of Common Place colma questa lacuna.

 

La nuova uscita porta infatti come segno distintivo la presenza di sei brani cantati (su otto), di cui  uno  addirittura senza accompagnamento strumentale. Ghedi ha finalmente deciso di accettare la sua voce e usarla come punto di forza. Una voce non proprio gentile, ma assai personale. Talvolta sembra quasi uscire a forza dai denti serrati, in un’impellente urgenza comunicativa. Potrà non convincere del tutto, ma è un mezzo adattissimo ad accompagnare le risonanze metalliche delle chitarre e dei droni di violino che persistono in molti dei brani.

In The Furrows Of Common Place è un disco compatto e aspro,  che trae ispirazione da diverse fonti: la critica sociale (Stolen Ground), la canzone tradizionale (Son David), la canzone di miniera (Ah Cud Hew di Ed Pickford) e la poesia, con la bella  versione di Lamentations Of Round Oak Waters, un prestito da John Clare, poeta dell’800. Una nuova, bella, riemersione del folk.

Jim Ghedi - In The Furrows Of Common Place
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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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