Julien Baker - Little Oblivions
Matador - 2021

Recensione: Julien Baker – Little Oblivions

L’indie-rock di Julien Baker giunge al terzo disco: Little Oblivions.

Julien Baker - Little Oblivions

Matador – 2021

Julien Baker, classe 1995, è una cantautrice di Memphis arrivata ora alla tappa decisiva del terzo album. Oltre alla breve carriera solista, la ragazzona   fa  parte di  un trio ad alto potenziale,  assieme a  due coetanee cantautrici. Il gruppo si chiama Boygenius (solo un EP nella loro discografia) ed è completato da Phoebe Bridgers e Lucy Dacus. Le due colleghe appaiono anche qui, in un brano. Nei primi dischi, ovvero l’esordio, Sprained Ankles e il seguito, Turn Out The Lights, il canone  di Julien Baker non si scostava molto dall’usuale connubio voce + chitarra (anche se  questa è elettrica e dotata di loop) ma nel secondo già apparivano, ben dosati, alcuni  altri strumenti.

Little Oblivions: Julien Baker opera un cambiamento deciso

Con Little Oblivions si nota un radicale cambiamento; le canzoni sono accompagnate da suoni decisi, creati in gran parte da congegni elettronici,  con l’accompagnamento di una vera batteria. A testimonianza del cambiamento, in rete circola anche una bella cover di Everything In Its Right Place dei Radiohead.  Sembra, insomma, che l’immagine classica della cantautrice con chitarra a tracolla sia ultimamente un po’ appannata. Anche se in  alcuni brani l’essenzialità di  Turn Out The Lights si farebbe preferire, la nuova strada sembra confermare un trend che le cantautrici contemporanee seguono piuttosto compatte.

 

Le svolte elettriche sono di moda

Lo dimostrano le svolte elettroniche di The Weather Station  (Ignorance) e prima ancora di Sharon Van Etten (Remind Me Tomorrow).  Il repertorio rimane comunque legato  all’indie-rock (versante emo) che privilegia temi legati all’emotività e alle difficoltà esistenziali.  I  testi sono sempre oscuri e  indagano sulle fragilità dei rapporti e i loro eccessi. Sotto questo aspetto Little Oblivions è un’opera piuttosto depressiva, con interrogativi e situazioni probabilmente ricorrenti nella fascia d’età della Baker e dei suoi fan.  Le parole sono accompagnate, nel libretto, da espliciti disegni della stessa Baker, che contribuiscono ad aumentare la percezione  di tanto malessere.

Julien Baker - Little Oblivions
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Fausto Meirana

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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