King Gizzard & the Lizard Wizard - Omnium Gatherum

Omnium Gatherum è il ventesimo disco per King Gizzard & The Lizard Wizard

Terzo album pubblicato dai prolifici australiani King Gizzard & The Lizard Wizard nel 2022 (ma uno è un live) e questa volta si tratta di un doppio per una durata di 80 minuti. Avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni iniziali, un disco di remix di brani ancora inediti, ma alla fine si è trasformato in una lunga cavalcata nel corso della quale la band si è sbizzarrita nei vari generi musicali affrontati nel corso di una carriera più che decennale. Il risultato è un album ribollente, eclettico, carico di energia, ma forse eccessivo e ridondante. Il disco è il primo che in due anni è stato registrato dal sestetto riunito nello studio di registrazione, il nuovo Gizz HQ, dopo che, causa Covid, i precedenti erano stati realizzati a distanza.

Ottanta minuti sono troppi

Il pericolo di operazioni come questa è di restare alquanto disorientati dai continui cambi di prospettiva e di atmosfere. Omnium Gatherum (KGLW), ascoltato di seguito per tutti i suoi 80 minuti, rischia di travolgere la nostra attenzione, di creare una certa stanchezza e allo stesso tempo così di non farci cogliere le cose buone che pur ci sono. Alla fine si ha l’impressione di essere finiti in un magma sonoro in cui fatalmente si finisce per perdersi. Dicevano i nostri nonni che il troppo stroppia e un po’ di questa saggezza popolare non avrebbe fatto male a Stu MacKenzie e compagni. Per dire: metti un brano hip hop, che bisogno c’è di aggiungerne un altro?

The Dripping Tap e le altre cose belle

Eppure il disco era cominciato bene con i 18 minuti di The Dripping Tap, pura furia rock in cui la sezione ritmica corre furibonda mentre chitarre sferzanti e una rabbiosa armonica ci trascinano in un’atmosfera da jam psichedelica ipnotica e sporca, per poi chiudersi con una melodia pop di solo un minuto. Il testo coglie il lato più oscuro del nostro presente («The dripping tap won’t be turned off by the gods up above us. / Big sky country. / That we never hear from in these times of our dying needs.). Notevole anche la microtonale Magenta Mountain, misteriosa e suadente, mentre altre cose da notare positivamente sono le atmosfere notturne di Kepler-22b (diciamo Stevie Wonder suonato da Barry White), la bizzarria psycho pop alla Of Montreal di Evilest Man, il pop sbilenco di The Garden Goblin, il glam sfrontato di Blame It On The Weather.

King Gizzard & The Lizard Wizard – Omnium Gatherum: un disco interlocutorio

Il problema di questo disco è che troppi brani appaiono scialbi, poco incisivi, al massimo dei divertissement innocenti, ma anche prescindibili. Difficile arrivare in fondo a un brano come Presumptuous con i suoi ritmi latini che ricordano non certo i tempi migliori di Santana, altrettanto difficile capire (come dett0) il perché di due brani hip hop come Sadie Sorcerers e The Grim Reaper o del Prince alla camomilla di Persistence. Va meglio con i passaggi ai confini del tumultuoso metal estremo di Gaia e della plumbea Pradator X o con il blues sonnacchioso di Red Smoke. Più che la summa di una carriera, come probabilmente è stato immaginato, Omnium Gatherum risulta alla fine una prova indecisa, interlocutoria, piena di luci e di ombre. Ma tanto, conoscendoli fra pochi mesi ci sarà una nuova uscita che potrà riscattarli in pieno.

King Gizzard & The Lizard Wizard - Omnium Gatherum
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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

Di Ignazio Gulotta

Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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