Kylie Minogue - DISCO

Cara Kylie ti scrivo… così mi distraggo un po’

Kylie Minogue - DISCO
BMG – 2020

Recensione semiseria, e non potrebbe essere altrimenti, dell’ultima fatica di Kylie Minogue, la Dancing Queen australiana.

Cara Kylie ti scrivo perché il tuo ritorno sulla pista da ballo (virtuale) ci permette di lasciare da parte la pandemia e pensare che, anche da casa, possiamo sorridere ascoltando qualche tuo nuovo brano. Beh, anche se di nuovo c’è ben poco in realtà. Normalmente non scriviamo letterine ai nostri artisti ma nel tuo caso è diverso. Perché? Perché, cara Kylie, tu per noi sei come una vecchia compagna di bisbocce con cui ci siamo veramente divertiti e il tuo modo di porti nei confronti di un pubblico adorante non è mai stato superbo.

Già cara Kylie, tu potresti tranquillamente tirartela da diva come fanno certe tue colleghe tipo Madonna, Cher o altre reginette della disco, ma non lo fai. Il tuo atteggiamento sempre accogliente e sorridente, anche quando vieni collocata su improbabili troni nei tuoi tour circensi, ha fatto sì che il mondo intero non percepisse nel tuo caso una grande distanza tra artista e  pubblico. Quindi, alla fine della storia e al contrario di altre sue colleghe, “Kylie Minogue sta simpatica”.

Kylie Minogue e le giuste cause

Il tuo impegno a fianco delle lotte per i diritti delle persone LGBT ti ha poi definitivamente consacrato come icona queer. Hai persino deciso di non sposarti con il tuo compagno dell’epoca, Joshua Sasse, finché l’Australia non avesse approvato il matrimonio gay: chapeau!  La tua carriera è ormai solida, sei giunta al quindicesimo album in studio cantando più o meno la stessa roba dall’esordio del 1988. Il disco in questione era Kylie e con I Could Be So Lucky e Locomotion hai fatto ballare l’intero pianeta. Dopo di che non ti sei più fermata e con alterne fortune comunque rimani l’unica artista che è riuscita a piazzare almeno un album al primo posto delle classifiche negli UK negli ultimi cinque decenni. Non male cara Kylie.

Il culmine della carriera di Kylie

E vogliamo parlare del botto assoluto della tua carriera? Era il 2001, l’album si chiamava Fever e col singolo Can’t Get You Out Of My Head hai davvero fatto saltare il banco. Anche in Italia la tua hit è stato il brano di maggior successo di quell’anno. Ricordiamo ai detrattori che nel corso della tua ormai più che trentennale carriera ti sei anche cimentata in cose più impegnative e ne sei uscita più che decorosamente. Era il 1996 quando Nick Cave ti ha voluto nel suo splendido Murder Ballads per cantare  Where The Wild Roses Grow (e farti prendere il raffreddore nel video annesso). Un episodio indimenticabile. Perché non ci hai più provato? In effetti è più comodo dormire sugli allori soprattutto quando sono allori come i tuoi. E, se non fosse già chiaro, ti vogliamo bene lo stesso.

 

DISCO è piaciuto a tutti

Quest’anno con DISCO hai già conquistato la stampa che ha espresso unanime verdetto favorevole. Era dai tempi di Aphrodite (2010) che non scatenavi un tale entusiasmo. In effetti la tua nuova fatica convince gli estimatori al primo ascolto. Dodici brani, sedici nella versione deluxe, che sono un invito irresistibile alla dance nella sua forma migliore. Si parte con Magic, un  apripista azzeccato che spara un ritornello radiofonico elegante e orecchiabile. Il resto scorre piacevolmente ammiccando qua e là ai fasti di un genere che quest’anno ha visto una nuova ennesima giovinezza (un nome su tutti: Dua Lipa). Altri momenti degni di nota sono senz’altro Supernova e Where Does The D.J. Go dove il tripudio di lustrini si sposa a una sorta di french touch di daftpunkiana memoria. La tua dimensione buonista (“L’amore è amore, non finisce mai”) stavolta si sente nell’episodio più azzeccato del DISCO: Say Something. Qui riesci a spostarti un attimo dalla pista da ballo per immergerti in un’atmosfera “boogie” supportata da un ottimo coro che rende il pezzo originale anche in virtù della mancanza di un vero e proprio ritornello.

 

Che dire cara Kylie, ce l’hai fatta di nuovo! DISCO suona come una serata che al momento non ci possiamo permettere e tu, con la tua voce da fatina e il tuo aspetto da Venere che non conosce lo scorrere del tempo, sei riuscita ancora a divertire e probabilmente a divertirti. Come si può non promuoverti anche stavolta?

Kylie Minogue - DISCO
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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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