Con un titolo che rinvia alla Tesla, tornano i La Dispute: No One Was Driving The Car.
I La Dispute tornano, sei anni dopo Panorama, con No One Was Driving The Car (Epitaph). Nato tra fine novembre e metà dicembre 2024 e annunciato ufficialmente il 13 maggio 2025, il disco prende forma come concept: un’indagine sull’incertezza di vivere dentro sistemi che sembrano guidare da soli. Il titolo — ripreso da una frase legata a un incidente mortale di una Tesla a guida autonoma — condensa l’immaginario: tecnologia, controllo, responsabilità personale.
La band ha svelato il progetto a atti, introducendo i singoli I Shaved My Head, Man with Hands and Ankles Bound e Autofiction Detail, accompagnati da note esplicative e da un video diretto da Steven Paseshnik. In parallelo, un tour esteso: debutto europeo dal 10 luglio e partenza del segmento nordamericano il 5 settembre da Detroit.
Le origini della band
Attivi dalla metà dei Duemila e originari di Grand Rapids (Michigan), i La Dispute si sono affermati come una delle voci più riconoscibili del post-hardcore grazie alla scrittura narrativa di Jordan Dreyer e a un approccio vicino allo spoken-word. Dopo i primi lavori che li hanno imposti per intensità emotiva e cura del dettaglio, la band ha consolidato una reputazione di live catartici e di dischi concettuali che intrecciano storie intime e tensioni sociali: una traiettoria che da Somewhere at the Bottom… e Wildlife arriva fino a Rooms of the House e all’ultimo Panorama, lasciando un’eredità che questo nuovo capitolo promette di rilanciare.
Environmental Catastrophe Film
I quasi nove minuti di Environmental Catastrophe Film possono essere considerati il centro del disco. Grand Rapids è lo sfondo, un luogo che ha conosciuto la crisi dell’America blue collar: posti di lavoro operai volatilizzati, epidemia di oppioidi, la finanza che divora le vite, E possiamo solo andare avanti ogni giorno, fino alla fine da cui siamo partiti, verso l’oscurità che ci attende.
La Dispute – No One Was Driving The Car: un disco diviso in Atti
La vita narrata dalla voce e dai testi di Jordan Dreyer corre attraverso il primo trittico composto da I Shaved My Head, Man with Hands and Ankles Bound, Autofiction Detail e ruota attorno al tema dell’isolamento. Poi c’è l’Atto II con Environmental Catastrophe Film, della quale abbiamo detto, è un po’ la sintesi di tutti i temi del disco. Il terzo parte dalle liti fra familiari ubriachi (Sibling Fistfight at Mom’s Fiftieth / The Un-sound) ) per passare attraverso la chiesa e gli anni all’università, il funerale di un amico; la title-track No One Was Driving The Car vede i La Dispute alle prese con la critica all’IA. Si chiude poi con End Times Sermon.
No One Was Driving The Car sembra costruito intorno all’urgenza dei La Dispute di far sentire la propria voce, che non manca di colpire, con il parlato/urlato di Dreyer. La musica le va dietro, fatta di cascate di riff, meno emo e più dura che in passato, vicina al post-hardcore anni ’90. A volte l’insieme parole/musica è riuscito, a volte le prime prevalgono troppo sulla seconda, il disco accusa una certa lunghezza di troppo, ma nel complesso ha il coraggio di sperimentare e di andare nella direzione opposta rispetto, per esempio, agli ultimi Turnstile, piaciuti a molti, ma che a furia di allontanarsi dall’hardcore, finiscono in territori quasi-pop lievemente imbarazzanti. Mentre, sia pure a tratti, la disperazione che cola dai solchi di No One Was Driving The Car risulta la colonna sonora adatta ai nostri giorni.
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