Landless cover

Folk tutto al femminile per Landless – Lúireach.

Un destino tragico incombe sui protagonisti di queste ballate tradizionali irlandesi riarrangiate in Lúireach dai Landless, gruppo vocale di Dublino formato da quattro donne: Lily Power, Méabh Meir, Ruth Clinton e Sinéad Lynch. Sventurati ragazzi che si danno al furto, ma mai ai danni di poveri, e che attendono tristemente la condanna a morte, le mogli di marinai e la loro durissima vita per tirare avanti e crescere i figli, una giovane ragazza che la morte porterà via, streghe che inducono violente tempeste, una mesta ragazza che assiste all’agonia del suo amato sul campo di battaglia, madri che combattono per riavere il figlio che gli è stato sottratto da entità misteriose, ma anche meravigliose canzoni d’amore avvolte di magia e dolcezza. Canzoni legate da personaggi femminili tutt’altro che remissivi, ma che cercano di opporsi a un destino di oppressione e dolore. In gran parte canzoni tradizionali vecchie di secoli, ma non solo, e c’è anche in chiusura una canzone popolare slovacca appresa dalla cantante Eva Brunovská.

Landless – Lúireach esce per Glitterbeat con il supporto dei Lankum

Il disco delle Landless rappresenta il secondo excursus della Glitterbeat Records nella musica d’Oltremanica dopo il sorprendente album di Brighde Chaimbeul e le sue cornamuse, ma Lúireach è un disco che non sposa tanto la sperimentazione, anche se gli arrangiamenti sono certamente poco usuali per il folk, quanto la ricerca di esplorare la forza comunicativa ed espressiva della musica popolare tradizionale e renderla vicina alle corde della sensibilità contemporanea. Il gruppo è al suo secondo lavoro, ma esiste dal 2013, un decennio durante il quale si è esibito in numerosi festival folk e che le quattro cantanti hanno dedicato allo studio del folk non solo irlandese. A produrre il disco John “Spud” Murphy produttore dei Lankum. E di questi ultimi ha lavorato all’album Cormac MacDiarmada al banjo e agli archi.

Le canzoni del disco

Gli arrangiamenti minimali e discreti restano in secondo piano rispetto al canto a cappella delle quattro musiciste che creano armonie dolci e malinconiche dal fascino oscuro e senza tempo. Straordinariamente brave a creare intrecci melodici complessi alternandosi nel ruolo di soliste o nel coro, sono particolarmente notevoli in Lúireach Brìde, un brano originale da loro composto, nel quale le singole voci creano sfumature diverse e ipnotiche sottolineate dal cupo organo a canne di Ruth Clinton. O nell’ombrosa The Hag e nel canto a cappella My Lagan Love.

Ma sono diverse le perle presenti nel disco, come The Fisherman Wife il cui canto corale è sostenuto da un ossessivo drone di banjo o le incantevoli armonie di The Grey Selkie of Sule Skerry in contrasto con gli angosciosi droni dell’organo. Si sente la mano di  John “Spud” Murphy che ha apportato alle canzoni quel tanto di torbido, di oscuro, di enigmatico che le ha colorate con ombreggiature dark. Se amate il folk celtico, ma anche se avete reminiscenze di gloriose band come Fairport Convention o Pentangle, Lúireach non vi deluderà e vi offrirà una lettura non convenzionale di un genere musicale antico di secoli.

Landless – Lúireach
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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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