Gli LCD Soundsystem rifulgono nella dimensione live.

Quel gran genio di James Murphy / LCD Soundsystem …a due anni e quasi mezzo di distanza dall’enorme American Dream se ne esce bel bello con queste sessions che nulla hanno a che invidiare con le produzioni in studio che ad oggi ha creato. Composto per la maggior parte da brani di American Dream, più alcune songs da This is Happening e Sound of Silver, Electric Lady Sessions vede la partecipazione della band che ha accompagnato gli ultimi live della formazione.
Electric Lady Sessions riproduce in studio l’atmosfera dei concerti
Costituisce quindi la realizzazione live della seconda anima di Murphy, il quale, in sala di incisione è perlopiù fac-totum ed usufruisce di pochissimi collaboratori, mentre nella dimensione live, per la difficile riproposizione delle complesse trame stratificati degli album in studio, necessita di un notevole stuolo di degnissimi comprimari.
Ecco quindi che, riunitisi nello studio di registrazione reso celebre da Jimi Hendrix, il mega combo si produce con splendida baldanza nelle songs ma è soprattutto sulle tre covers presenti che vorrei concentrare l’attenzione per rendere questo disco necessario…
LCD Soundsystem tra Human League e Heaven 17
Si parte infatti con Seconds, brano degli Human League che apparve su Dare (si, il disco con Don’t You Want Me…). Ora, a parte il testo che si focalizza nel refrain sono bastati secondi del tuo tempo per togliergli la vita, è importante ricordare che Dare fu il primo album degli Human League dopo la dipartita di Ware e Marsh, defilatisi per formare gli Heaven 17, abbandonando così il cantante Phil Oakey e Adrian Wright, artista visuale, al loro destino…che ben gli incolse visto il successo planetario al quale la nuova band, aggiunte due coriste, assurse nei secoli dei secoli.
Quindi, non una scelta del tutto casuale quella di Murphy, che, però, non dimentica e infatti chiude con la cover di (We Don’t Need This) Fascist Groove Thang (altro testo che assume significato molto contemporaneo non solo negli States…) e che, non a caso, appariva proprio nel primo album dei transfughi Heaven 17 e, in ultimo, si badi, entrambi i dischi uscirono nel 1981, l’alba dei favolosi anni ’80…carte scoperte quindi.
Electric Lady Sessions omaggio agli anni ‘80
La collocazione, invece, della cover di I Want Your Love degli Chic è l’omaggio ultimo ad un’epoca che fu, i tempi selvaggi dello Studio 54 dove potevi incontrare Divine o Andy Warhol e dove Grace Jones si presentò a cavallo… Comunque, per il sottoscritto, ulteriore disco necessario e atto d’amore a cui dovere riconoscenza. Ci sarà quindi da aspettarsi un nuovo lavoro improntato sul decennio edonista? Per adesso, sentiti ringraziamenti.
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