Un sedicesimo album senza segni di stanchezza: Lucinda Williams – World’s Gone Wrong.
Lo diceva già Bob Dylan, nel 1993. Il mondo sta andando a rotoli. E oggi forse quella constatazione sembra essere ancora più vera. Di certo è quello che pensa anche Lucinda Williams, se ripropone quasi alla lettera quel titolo per il suo sedicesimo album in studio, World’s Gone Wrong.
E non lascia spazio a nessun fraintendimento, subito, dalla prima traccia, quando su un rock potente e ispirato canta «Come on, baby, we gotta be strong / Dark days are getting long […] / Evеrybody knows the world’s gone wrong», insieme a Brittney Spencer, che collabora anche all’andamento southern rock di Something’s Gotta Give, dove il giro di chitarre ipnotico tiene banco per tutto il brano. In Low Life c’è tutta Lucinda: un ballad che pare quasi un abbraccio, sul dialogo di chitarra e armonica.
Cover e collaborazioni di alto livello per Lucinda Williams in World’s Gone Wrong
Anche la scelta di proporre una versione strepitosa di So Much Trouble In The World di Bob Marley non è casuale per l’andamento politico dell’intero album. Il duetto con la leggendaria Mavis Staples si rivela incredibile. Dinamiche da togliere il fiato, voci piene, dense, accecanti. Con Sing Unburied Sing e Black Tears viene fuori tutta la tradizione musicale e letteraria americana. Il primo, spigoloso e tiratissimo, prende ispirazione dal romanzo di Jesmyn Ward: un cavalcata rock lungo la strade d’America. Il secondo, un blues ruvido e sporchissimo, guarda a Langston Hughes. Punchline e Freedom speaks tornano alla politica, alla protesta, alla riflessione sul mondo che viviamo.
L’ultimo brano, We’ve Come Too Far to Turn Around, vede al piano e alla voce Norah Jones. Lucinda torna ai suoi temi più cari, disfatta, sconfitta e redenzione.
A suo modo, un disco di protesta
Sembrano tornati gli anni d’oro della musica di protesa. Gli artisti tornano ad alzare la voce. Come sanno fare meglio. Bruce Springsteen, la stessa Mavis Staples, Taylor Swift. Con tutti gli altri. Anche Lucinda. World’s Gone Wrong segna un ulteriore punto necessario per la sua carriera. E non si tira indietro nella denuncia sociale. Del resto la Williams l’ha sempre fatto. A modo suo.
Be the first to leave a review.

