Metronomy Forever, un titolo azzeccato.
Joseph Mount ha deciso di celebrare i suoi vent’anni di carriera con un titolo che non lascia dubbi. Metronomy Forever (Because Music) è un disco importante, il risultato di due decenni di studi e tentativi, quasi sempre indovinati, che hanno fatto sì che la band inglese oggi si collochi in un indie-olimpo diversi metri sopra quanto circola in materia di rock
contemporaneo. Mount e compagni giungono quindi al sesto album in studio con un background di tutto rispetto e sfoderano un nuovo prodotto decisamente di ottimo livello.
Per sempre Metronomy
Avrebbero potuto fare un greatest hits celebrativo, il materiale non mancava. Invece i Metronomy scelgono di proporre un nuovo disco che rappresenta un ottimo riassunto di tutto quello che hanno realizzato dal 2006 (anno del debutto con Pip Paine) a oggi. Forever è dunque la summa, e allo stesso tempo l’evoluzione, del “Metronomy pensiero”. Dal punk elettronico e sghembo degli esordi (Night Out ) al pop, con strizzata d’occhio al french touch, degli episodi successivi (Love Letters e Summer 08) non manca alcunché. Un discorso a parte merita il ricordo di quello scrigno di gioielli in forma di canzone intitolato The English Riviera (2011) che anche in Forever ogni tanto riecheggia.
Le nuove canzoni dei Metronomy
Forever è quanto di meglio ci si poteva aspettare da una band eclettica che ha fatto della disomogeneità compositiva il proprio segno distintivo. Diciassette nuovi brani, alcuni dei quali suonano come brevi e piacevoli intermezzi tra un genere e l’altro, per un album che alla fine non lascia l’idea del troppo. Si parte con un’intro solenne che rimanda a festeggiamenti nuziali (Wedding) per entrare subito nel synth-pop di Whitesand Bay. Si prosegue con uno dei primi singoli, irresistibile quanto il video, Salted Caramel Ice Cream, un pezzo di una semplicità disarmante in cui sonorità eighties si fondono con una melodia a rischio tormentone, decisamente radiofonico e efficace come biglietto da visita per il grande pubblico.
La poliedricità dei Metronomy fa sfoggio di sé in altri momenti di notevole riguardo. Lately e Walking In The Dark sono due esempi perfetti dell’ambito stralunato e ipnotico in cui la band è riuscita a declinare il pop. Sex Emoji è uno spassosissimo interludio dove in qualche modo si evoca il falsetto di Prince, mentre The Light e Lately (Going Spare) ci riportano alle atmosfere della sempreverde English Riviera.
Forever è un attestato di sana e robusta costituzione pop: i Metronomy ci comunicano che stanno alla grande e il risultato si sente!
Metronomy - Metronomy Forever
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