Nada e un Nitrito che è una scossa.
Nada appare all’improvviso con un lavoro nuovo e ci sorprende. Nitrito, come una scossa. Come fa da una ventina d’anni a questa parte, non siamo più di fronte alla Malanima anni ’60 o a quella di Amo solo te, ma ascoltiamo un’artista rock, se non, in certi tratti, punk.
Negli anni ’10 c’erano ancora ricordi di quel passato, ma la produzione di John Parish – produzione che è ruvida, financo grezza, ma a volte morbida e raffinata – ce li fa dimenticare (Parish aveva già lavorato con lei in Tutto l’amore che manca nel 2004 e ha nel suo curriculum Pj Harvey, Eels, Sparklehorse, Giant Sand, Afterhours…).
Le ballate destrutturate di Nitrito
Diciamo che l’uso delle chitarre influenza i nove brani che riescono ad essere delle ballate destrutturate da un punto di vista testuale, come l’ouverture Bella più bella, o, a volte, dei divertissement al limite del turpiloquio ed anche oltre, come Uovo, che tanto sa di Gabbro. Tornando a Bella più bella, le parole qui si inseguono, creando quasi un effetto blues and poetry alla Kerouac. Ghiaccio è un pezzo blues sghembo. Sempre migliore ha una tromba suprema. Un giorno da regalare è il pezzo più beat, ed è l’elenco delle cose che Nada ama, punteggiato da cambi ritmici irregolari. Primitiva è un ottimo pezzo rock, in equilibrio fra l’aggettivo fragile e l’epiteto stronza, attribuiti a se stessa. Primo ritrova l’anima femminile e femminista delle collaborazioni con Turci, Consoli etc…, ed è un pezzo indie in cui si esalta la voce solo apparentemente sgraziata, ma potente della 72enne cantante che il tempo sembra avere lasciata intatta.
Le ultime due canzoni, Una notte che arriva e Che giornata sono un blues e una ballata, e nonostante la stranezza dei testi, sono di maggiore apertura. Nada non sente la vecchiezza in questo disco e riesce a trovare sempre spunti emotivi ed analitici.
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