L’album d’esordio degli olandesi-indonesiani Nusantara Beat.
Dopo alcuni singoli usciti per Bongo Joe Records giunge al debutto sulla lunga durata il collettivo dei Nusantara Beat su Glitterbeat Records. La band è composta da sei membri: Megan de Klerk cantante, i fratelli Gino e Sonny Groeneveld percussioni e batteria, Jordy Sanger chitarra, Rouzy Portier tastiere, e Michel Joshua basso. Quest’ultimo è nativo di Giava, mentre gli altri sono nati in Olanda, ma originari dell’Indonesia.
La parola Nusantara indica l’insieme di tutte le isole che compongono l’Indonesia e per estensione l’unità di tutte le culture che vi coesistono. Il termine rende benel’idea dei loro intenti musicali: riallacciarsi alla scena che a partire dagli anni ‘60 mescolava la tradizione locale con quanto avveniva nel pop occidentale.
Le affinità con gli Altin Gün
Non sfuggiranno sin da questi pochi accenni le connessioni con la band turco-olandese Altin Gün. Oltre alle etichette per cui hanno inciso, ci sono l’intento di richiamarsi alle musiche dei loro rispettivi paesi d’origine, l’utilizzo di strumenti tradizionali da affiancare a quelli occidentali, un repertorio fatto di cover (anche se con questo lavoro i Nusantara hanno optato per materiale originale), infine la stessa provenienza dalla scena musicale di Amsterdam, tanto che Joshua ha fatto parte della prima formazione degli Altin Gün. Infine entrambi i gruppi sono caratterizzati da una frontwoman, per quanto i turchi vi abbiano rinunciato da un anno a questa parte. Ma ovviamente le proposte musicali e gli stili sono diversi, come diversi i mondi musicali a cui si ispirano, anche se sono accomunati dall’amore per la cultura musicale del paese d’origine.
Il tourbillon sonico dei Nusantara Beat
L’album si apre con le avvolgenti e un po’ misteriose atmosfere surf pop di Ke Masa Lalu, fra chitarre twang, solari volute di synth e la voce deliziosamente adolescenziale di Megan. Sonorità da frontiera e un raffinato esotismo tinto di noir affiorano in Kalangkang, il cui testo si rifà al folk balinese e alle sue storie di spettri. Seguono la lussureggiante e pop Di Pantai, l’ipnotica Hilang Kendali e poi la psichedelia eterea di Bunga Mekar e di Kupa Kupa, il funky sensuale di Ular Ular e quello frastagliato di Gapura, il surf fiammeggiante di Tamat e la vibrante elettricità di Barak con il suo groove intenso e travolgente come un inseguimento nella giungla. A chiudere il dream pop tropicale di Cinta Itu Menyakitkan.
I Nusantara Beat suonano freschi, sbarazzini, elettrici, sprigionano sensuale e originale esotismo nel rileggere il Sunda pop degli anni ‘60 senza cadere nel calligrafismo, ma riproponendo in chiave nuova e contemporanea lo stile del pop indonesiano, il connubio fra strumenti tradizionali – gong, campane, tamburi e i campionamenti degli strumenti dello stile gamelan – e quelli tipici del rock crea, insieme all’uso dei synth, un suono originale e affascinante. La miscela di psichedelia, funky, surf, pop e di sonorità indonesiane rende l’album un’esperienza godibilissima e aperta a nuove sonorità.
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