Marylou Vanina Mayniel, in arte Oklou, al fortunato debutto con Choke Enough.
È da poco uscita la versione deluxe di Choke Enough, fortunato primo album in studio di Oklou, che ci consente di recuperare un disco uscito già da molti mesi.
Marylou Vanina Mayniel, in arte Oklou, è una musicista francese originaria di Poitiers che unisce formazione classica e sperimentazione elettronica. Cresciuta nella campagna dell’ovest francese, studia pianoforte e violoncello in conservatorio e canta in cori, mentre i dischi presi in prestito dal fratello le aprono il mondo dell’hip hop e del pop alternativo.
Una carriera che comincia a Parigi
Nel 2013 inizia a pubblicare brani online e l’anno seguente autoproduce il primo EP, Avril, firmandosi Loumar. Trasferitasi a Parigi nel 2015, inaugura il progetto Oklou con l’EP First Tape, diffuso anche su cassetta. Nello stesso periodo co-fonda il collettivo di DJ TGAF, attivo in radio e nei club parigini, che diventa presto un piccolo riferimento per la scena. La partecipazione alla Red Bull Music Academy di Montréal nel 2016 le permette di incontrare Casey MQ, con cui realizza l’EP For the Beasts.
Nel 2018 entra nell’orbita del collettivo e label NUXXE e pubblica The Rite of May, lavoro di elettronica intima e sperimentale ricco di collaborazioni. Parallelamente compone una colonna sonora per un videogioco artistico e compare in un singolo della rapper Chynna. Nel 2019 è presente in diversi festival e pubblica il singolo Forever, co-prodotto con Sega Bodega.
Choke Enough porta Oklou sulle scene internazionali
Il percorso è sfociato nel 2020 nella mixtape Galore, realizzata con una rete internazionale di produttori e cantanti, che entra nelle classifiche di fine anno della stampa indipendente e le apre definitivamente una scena globale, tra remix per artiste affermate e collaborazioni con nomi di spicco dell’elettronica contemporanea.

Con Choke Enough la proiezione internazionale di Oklou cresce: di fatto, la musicista ottiene maggiore successo fuori dalla Francia sulla scena anglofona. Il disco nasce da un lungo lavoro di circa due anni e mezzo, condotto soprattutto con il collaboratore di sempre Casey MQ tra Parigi, Los Angeles e Cap Ferret. Oklou lo descrive come un progetto emotivamente denso: Mayniel, 32 anni, ha dato alla luce il suo primo figlio, Zakaria, a maggio. L’album ottiene ottime recensioni ed esce adesso in una edizione deluxe arricchita dalla collaborazione con FKA Twigs.
La costruzione delle canzoni
Oklou costruisce i brani partendo da loop che rielabora all’infinito, riciclando frammenti sonori presi dai propri archivi, da quelli di Casey MQ o da pacchetti professionali di beat, fino a creare per ogni pezzo un insieme distintivo di piccoli motivi ricorrenti. Le basi suonano come qualcosa di sospeso fra ambient e lounge. La struttura delle canzoni riflette questo approccio: invece di puntare su crescendo o drop, scorrono in modo continuo, come scenari in movimento. L’insieme è più avvolgente che travolgente: talvolta il ritmo aumenta (Harvest Sky, Blade Bird), anche se le migliori risultano quelle dove si sente appena una pulsione elettronica, come nella title track. Piuttosto efficace anche il duetto con Bladee su Take Me by the Hand.
Nell’insieme Choke Enough è un disco molto piacevole, il successo sulla scena alt-pop di Oklou non sorprende, sebbene sia difficile condividere l’entusiasmo ditirambico di una parte della critica internazionale a suo riguardo.
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